I colori della bandiera

Tra mito, folclore e storia

Tra folclore e storia

di Giorgio Moscatelli

La Bandiera d’Italia è l’emblema della nostra Comunità; la vediamo issata sui pennoni dei palazzi pubblici; sul petto dei nostri sindaci; davanti alle nostre scuole. Viene esposta a mezz’asta per onorare i caduti delle antiche e recenti guerre; in segno di rispetto per chi ha perso la vita in difesa delle libertà; per commemorare chi si è sacrificato per la tutela della legalità. Il nostro Vessillo ci ha accompagnato nei momenti esaltanti per le vittorie dei nostri atleti e lo abbiamo sventolato per le strade e sui balconi, sulle note dell’Inno di Mameli, contro la moderna peste del coronavirus. La Bandiera è il simbolo di unità e di aggregazione.

Il Tricolore è il segno del nostro orgoglio nazionale; ci commuoviamo nel vederlo passare alla testa dei nostri soldati e ci emoziona la visione dei colori che inseguono nel cielo gli aerei della Pattuglia Acrobatica Nazionale. Il Verde, il Bianco e il Rosso sono i Colori Nazionali. Ma in quanti sanno cosa vogliono dire quelle tinte? In quanti conoscono il simbolismo del nostro vessillo?

In questo breve viaggio sui simboli e i colori della nostra Bandiera partiamo dalla nascita di Gesù, e in particolare dall’arrivo a Betlemme dei Re Magi; sarebbero proprio loro, Gaspare, Baldassarre e Melchiorre con i loro doni per il piccolo Messia, a fornire una traccia, se pur molto labile, di un collegamento tra i Saggi provenienti dall’Estremo Oriente e i colori del nostro Vessillo. Per secoli gli esperti dei testi religiosi si sono impegnati per trovare simbolismi sui doni per il Bambinello e tra questi c’è la supposizione che oro, incenso e mirra, altro non fossero che fede, speranza e carità, ed è per questo che in alcuni dipinti i Re Magi sono vestiti di bianco rosso e verde.  Lasciamo questa fantasiosa interpretazione per arrivare a grandi poeti come Giosuè Carducci o storici del calibro di Enrico Ghisi che avrebbero visto un legame tra i nostri Colori Nazionali e il Purgatorio Dantesco; infatti nel canto XXIX, versi 121-126, il sommo poeta scrive:

Tre donne in giro da la destra rota
venian danzando; l’una tanto rossa
ch’a pena fora dentro al foco nota;

l’altr’era come se le carni e l’ossa
fossero state di smeraldo fatte;
la terza parea neve testé mossa;

Molti altri collegamenti ci arrivano dal Medioevo; i nostri Colori Nazionali sono stati riconosciuti in alcuni improbabili momenti della Storia d’Italia ma il primo evento significativo, documentato dalle cronache del tempo, ci arriva da Bologna. Nel 1794 due giovani patrioti italiani, in lotta per riconquistare la libertà della loro Città assoggettata allo Stato della Chiesa, ispirati dalla rivoluzione francese, idearono l’accostamento dei tre colori: il Verde il Bianco e il Rosso sulle loro coccarde, sostituendo con il verde l’azzurro della bandiera francese. Il verde, secondo la simbologia giacobina e gli ideali della massoneria settecentesca, rappresentava la natura e i diritti naturali: l’uguaglianza e la libertà. I tre Colori rappresentavano dunque “Libertà Legalità Fraternità”. E non poteva essere altrimenti con il terremoto politico generato dai nostri cugini d’oltralpe in tutta l’Europa. I due giovani rivoluzionari furono scoperti, arrestati e giustiziati. Due anni dopo, all’arrivo dell’Esercito Napoleonico a Milano, l’11 Ottobre 1796, Napoleone comunicava al Direttorio della Lombardia la nascita dell’unità di guerra “Legione Lombarda”. Il Generale, su proposta dei patrioti milanesi riguardo la bandiera del neo reparto militare, dichiarò:

        “Les couleurs nationales qu’ils ont adopté sont le vert, le blanc et le rouge”.

La “Legione Lombarda” fu quindi il primo reparto militare italiano a dotarsi, come stendardo, di un Vessillo Tricolore. Il Tricolore Italiano nasce ufficialmente a Reggio nell’Emilia il 7 Gennaio 1797 nel Parlamento della Repubblica Cispadana. L’evento venne proposto dal deputato Giuseppe Compagnoni e l’Assemblea decretò:

“Che si renda universale la Bandiera della Repubblica Cispadana di Tre Colori: Verde Bianco e Rosso e che questi si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti”. 

In quella data nasce quindi il nostro Vessillo con i tre Colori nazionali in bande orizzontali; questi diverranno in seguito verticali: Verde, Bianco e Rosso nell’ordine. Il significato è quello originario della rivoluzione francese che fa capo a un più generale rinnovamento sociale e politico.

Così Giovanni Berchet, Poeta e Scrittore Romantico italiano (Milano, 23 Dicembre 1783 – Torino, 23 Dicembre 1851) nella sua poesia: All’Armi! All’Armi!

Il verde la speme tant’anni pasciuta,

il rosso la gioia d’averla compiuta,

il bianco la fede fraterna d’amor

In un paese cattolico come il nostro non poteva mancare un’interpretazione religiosa: il significato del Tricolore Italiano starebbe nelle tre virtù teologali, oltre al Verde per la speranza, il Bianco rappresenta la fede e il Rosso la carità. La nostra Bandiera cavalcò l’onda dei moti rivoluzionari che sconvolsero l’Italia nel 1848. Nel Marzo di quell’anno i Vessilli Tricolore sventolavano nelle mani dei rivoltosi nelle cinque giornate di Milano, quando le truppe austriache del Feldmaresciallo Radetzky lasciarono sconfitte la Città lombarda. Il governo provvisorio di Milano emise un proclama che recitava:

“Facciamola finita una volta con qualunque dominazione straniera in Italia. Abbracciate questa bandiera tricolore che pel valor vostro sventola sul Paese e giurate di non lasciarvela strappare mai più”.

Il Re di Sardegna, Carlo Alberto di Savoia, assicurò al Governo provvisorio della città lombarda che le sue truppe, pronte a venirgli in aiuto, avrebbero utilizzato come bandiera militare un tricolore con lo stemma sabaudo sovrapposto sul bianco. Il proclama emesso dal Re il 23 Marzo del 1848 diceva:

“E per viemmeglio dimostrare con segni esteriori il sentimento dell’unione italiana, vogliamo che le nostre truppe, entrando nel territorio della Lombardia e della Venezia, portino lo Scudo di Savoia sovrapposto alla bandiera tricolore italiana”.

                                                                                               (Carlo Alberto di Savoia)

In quegli anni il Tricolore si diffuse capillarmente in tutto il resto dell’Italia: in Sicilia i cantastorie di Palermo recitavano in lingua siciliana “Li tri colura spinci pr’ogni via“, ovvero alza il Tricolore in ogni via. In un discorso pronunciato davanti al Parlamento del Regno di Sardegna, il 9 Giugno 1848, Re Carlo Alberto dichiarò inoltre:

“La Bandiera tricolore fu e sarà benedetta da Dio, perché simbolo di una nazionalità dalla sua potenza creatrice stabilita”.

Francesco dall’Ongaro, (Mansuè, 19 Giugno 1808 – Napoli, 10 Gennaio 1873), un poeta e patriota italiano, vedeva nei colori della nostra Bandiera i rimandi di natura geografica. Dal Sud al Nord, espressione della nostra italianità:

I tre colori della tua Bandiera

Non son tre regni ma l’Italia intera:

il bianco l’Alpi, il rosso i due vulcani,

il verde l’erba dei lombardi piani

Valori e principi comuni: libertà, democrazia.

Bandiere Tricolori salutarono infine il Regio Esercito durante la marcia verso Roma, che si concluse con la breccia di Porta Pia del 20 Settembre 1870 e con l’annessione del Lazio al Regno d’Italia. Roma divenne ufficialmente capitale d’Italia il 1º Gennaio 1871. Da questo momento il Tricolore italiano sventola dal pennone più alto del Palazzo del Quirinale.

Giosuè Carducci (Valdicastello, 27 Luglio 1835 – Bologna, 16 Febbraio 1907) è stato un poeta, scrittore, critico letterario e accademico italiano, primo vincitore italiano del Premio Nobel per la letteratura.

            Cosi il senso dei colori della Bandiera Italiana sono spiegati nel discorso “Il Tricolore” che il poeta tenne il 7 Gennaio 1897 a Reggio Nell’Emilia, nella festa in onore del centenario del Tricolore.

il bianco, la fede alle idee che anima i saggi;

il verde, la speranza che si rigenera nella natura;

il rosso, la passione ed il sangue dei martiri

e degli eroi che hanno dato la vita per il Paese

            Dopo un percorso lungo almeno 200 anni arriviamo al secondo dopoguerra; in quegli anni, il 27 Dicembre 1947 il Vessillo italiano viene inserito nella Costituzione Italiana:

 La Bandiera d’Italia, conosciuta anche per antonomasia come il Tricolore, è il Vessillo nazionale della Repubblica Italiana. È una bandiera a tre colori composta da verde, bianco e rosso, colori nazionali dell’Italia, partendo dall’asta, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Qualche anno dopo, in concomitanza con i festeggiamenti per il centenario dell’Unità d’Italia, una canzone interpretata da Domenico Modugno recitava:

Col bianco delle nevi delle Alpi

col verde delle valli di Toscana,

col rosso dei tramonti siciliani,

noi facemmo una bandiera

bianca rossa e verde

la Bandiera Tricolor

In una leggenda folcloristica napoletana, i colori del nostro Vessillo vengono accostati al verde del basilico, al bianco della mozzarella e al rosso dei pomodori della pizza Margherita; questa si sarebbe così chiamata in onore della Regina Margherita di Savoia.Nonostante le incertezze e le non documentate analogie, compresi i bizzarri accostamenti con i colori fin qui analizzati, la nostra Bandiera, il Tricolore, onorato e rispettato da tutti gli italiani, è il simbolo indiscusso della nostra Identità Nazionale, di unità del popolo italiano, di orgoglio di appartenenza e di Amor di Patria. 

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