Mentana. Causa Covid annullata la festa «Li Žuffiatelli»

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«Li Žuffiatelli». Festa annullata per la pandemia.

Si potrebbe definire un clamoroso colpo di scena! … Era quasi tutto pronto, il luogo era stato già scelto, quando all’improvviso l’ormai tradizionale festa de “Li Žuffiatelli” che si svolge annualmente, organizzata dall’omonima associazione, la sera 5 gennaio, quest’anno si è dovuta annullare.

“La pandemia ha purtroppo stravolto i nostri piani, abbiamo deciso di non fare la tradizionale manifestazione, anche per ragioni di prevenzione per l’emergenza Coronavirus e per evitare contagi!”, mi dice, allargando le braccia Romeo il cui Baber Shop è un po’ il quartier generale ed organizzativo dell’Associazione li Žuffiatelli, che non ha una sede propria. Risultato: festa annullata. D’altronde, una manifestazione di queste caratteristiche, avrebbe perso il proprio particolare spirito di grande festa collettiva, se si fosse dovuta adeguare alle pesanti limitazioni imposte dalla pandemia”.

L’Associazione “Li Zuffiatelli” ha perciò prudentemente deciso, dopo una giornata di incontri, di annullare la manifestazione.

Nascita dell’Associazione Li Žuffiatelli

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Associazione Li Zuffiatelli

Tutto è cominciato circa 15 anni fa. La voglia di aggregazione, di stare insieme e di far rivivere le antiche tradizioni popolari di Mentana, spinse un gruppo di amici a dare vita all’Associazione “Li Žuffiatelli” che tra i suoi scopi ha avuto, in quest’arco di tempo, il merito di aver salvato la tradizione musicale e folklorica locale. In particolare l’associazione prende il nome proprio dal tradizionale canto.

Nella società odierna, questi riti antichi stanno scomparendo e con essi anche il ricordo delle tradizioni; così per evitare che ciò avvenga ogni anno l’Associazione la sera del 5 gennaio, fa ascoltare a queste nuove generazioni il tradizionale motivetto de “li Žuffiatelli” nella speranza che questo rimanga nei loro ricordi e che poi venga tramandato.
Per realizzare la festa l’Associazione non percepisce nessun contributo e si autofinanzia con le quote dei soci o realizzando piccoli gadget di porcellana dipinti a mano con riproduzione di antichi scorci di Mentana ripresi da vecchie cartoline dei tempi passati. Già … tempi lontani, quando a Mentana, in tantissima parte delle famiglie non c’era il nostro benessere, c’era invece povertà e molto spesso, la fame. Per le strade, i lampioni si spegnevano presto e, quanto ai regali, i bambini potevano aspettarsi tutto al più, qualche palla di fichi secchi o una manciata di mosciarelle.

Una storia da ricordare

Li Zuffiatellari uscivano sul far della sera, gruppi di tre o quattro persone, uomini per lo più, e si spargevano per le case del paese, a cantare Li Žuffiatelli, attesi, accolti e benedetti, con un bicchier di vino già preparato e le povere, umili offerte da deporre nel canestro che uno di essi portava infilato nel braccio: uova, salsicce, uva secca e qualche bottiglia di vino. Accompagnati dall’organetto, quei canti, non sempre perfettamente intonati, ma sempre ascoltati con nostalgia, creavano un’atmosfera di raccolto stupore. Al chiudersi del ciclo delle feste natalizie, era questo un modo di fissare nel cuore per tutto il corso dell’anno, la speranza accesa da Cristo, sceso in terra a farsi umile e povero, come loro. Noi non sappiamo chi ne sia stato l’autore, ma certo, la poesia approssimata in cui erano composti, le sgrammaticature, le assonanze, le ripetizioni, i versi zoppicanti, indicano, senza ombra di dubbio, l’ambiente popolare dal quale provengono.

Alcuni documenti, riportati in appendice alla Visita Pastorale del Vescovo di Sabina, Card. Andrea Corsini, svoltasi a Mentana nel maggio del 1782, se da una parte attestano l’antichità di questa usanza, ci informano, dall’altra, che le autorità ecclesiastiche cercarono in vario modo di reprimere questa consuetudine di cantare li Žuffiatelli. Si tratta di due lettere.

La prima, anonima, indirizzata direttamente al Vescovo di Sabina; la seconda è una risposta sullo stesso argomento del Vicario Foraneo di Monterotondo. In quel periodo si era affermato l’uso di modificare le strofe del canto con varianti canzonatorie e burlesche, riferite a personaggi o fatti avvenuti a Mentana, o rivolte alla famiglia presso cui si andavano a cantare li Žuffiatelli: un po’ come succede con gli Stornelli. Ma c’era dell’altro che turbava l’anonimo estensore dell’esposto il quale si raccomandava di non parlare ad alcuna persona di Mentana del proprio ricorso per non avere, diceva, contrasti con l’arciprete di Mentana che era stato troppo accondiscendente per non avere denunciato il fatto.

Ci vuole poco a capire che l’autore della lettera era stato, lui stesso, bersaglio delle poco garbate attenzioni dei cantanti e per questo pensava bene di rincarare la dose, per evidenziare il pubblico scandalo: «… È vero ancora che molti, specialmente le zitelle, prendono la roba di casa anche di nascosto per favorire li loro amanti che sono fra i cantanti …». Nel suo complesso li Žuffiatelli venivano definiti «…un composto di parole ebraiche, parimente corrotte che non s’intendono, e si replicano ad ogni sonetto della canzona, pure dopo quella si fanno molte aggiunte arbitrarie che o contengono sporchezze o almeno improperij a chi non dà regalo …».

Tra Mentana e Monterotondo

Ma Mentana non era l’unico caso. Come riferisce l’esposto, in passato ve ne erano anche a Monterotondo. Per scoraggiare tali abusi il Card. G. Francesco Albani, che fu Vescovo di Sabina fino al 1733, emanò un editto che fu un ottimo deterrente e gli “scapestrati” iniziarono a darsi una regolata. L’applicazione di questo stesso editto veniva ora invocata anche per la Terra di Mentana. Non sappiamo come andò a finire, ma comunque siano andate le cose, l’editto episcopale non sembra che ottenne con i mentanesi l’effetto sperato e i nostri avi mentanesi hanno continuato imperterrita a praticare questa usanza. Ancora oggi, conservato dai più anziani e fortemente sentito dai più giovani è una delle principali manifestazioni del paese ed è per questo che il rito si è tramandato ininterrottamente negli anni per la salvaguardia e il mantenimento di questo aspetto della memoria collettiva.

Lo spirito che anima l’Associazione de Li Žuffiatelli, non segue futili mode di ritorno al passato ma si basa sulla conservazione di pratiche che “si sono sempre fatte così secondo la tradizione”.

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Roberto Tomassini
Roberto Tomassini

Roberto Tomassini è un grande appassionato di storia e autore di libri sulla città di Mentana


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ringrazia R.Tomassini per il testo e M.Gautieri per alcune delle fotografie

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