Appena fuori Roma c’è la voragine più profonda del mondo: lo sapevi?

Si trova nei pressi di Sant’Angelo Romano, Comune in provincia di Roma: una “voragine”, o meglio, una dolina. Di cosa si tratta? Parliamo del “Pozzo del Merro”, un’incredibile dolina unica al mondo (sinkhole) che riserva sorprese al suo interno.
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Il misterioso fenomeno naturale del “sinkhole”

Si tratta di un fenomeno ancora poco conosciuto rispetto ad altri fenomeni naturali come le frane, alluvioni e i terremoti. Negli ultimi vent’anni comunque, i sinkhole (dolina, in italiano) sono stati studiati meglio: sarebbero sprofondamenti naturali del suolo, vere e proprie voragini che si creano spontaneamente.
Sembra inoltre un fenomeno molto antico: in Italia si trovano molti esempi sin dal Medioevo. Nonostante questo, solo a partire dal 2002 col Progetto sinkhole dell’ISPRA, abbiamo un primo tentativo di censimento dei fenomeni naturali di sprofondamento.
Le aree in cui questi fenomeni si sviluppano, e dunque “fortemente a rischio di sprofondamento”, vengono definite “sinkhole prone areas”. Principalmente le troviamo nelle conche intramontane e nelle pianure costiere dell’Appennino Centrale e Settentrionale, Lazio e Toscana sono le regioni a più alta pericolosità da sinkhole.

Perché si sviluppano i sinkhole?

Le cause di queste voragini sono da ricercarsi nel sottosuolo di tipo carbonatico o di roccia solubile, che con lo scorrimento dell’acqua si disgrega e cede anche a profondità notevoli. Un fenomeno totalmente naturale, dunque.
Questi tipi di sprofondamenti sono spesso colmati da acque, a volte mineralizzate, assumendo la fisionomia di laghetti e specchi d’acqua.

Il pozzo del Merro a Sant’Angelo Romano

Sant’Angelo Romano è un Comune a nord di Roma. Qui, tra i Monti Cornicolani in Macchia del Barco e Macchia di Gattaceca si trova una dolina nota come “Pozzo del Merro“. Il significato del termine “Merro”, rimasto ancora in uso in alcune parti del Lazio e dell’Abruzzo, sarebbe proprio “voragine” o “profonda dolina”.

Alcuni studiosi pensano che il Pozzo del Merro sia il sinkhole più profondo del mondo (più di 400 metri circa) anche se lo Stato non lo ha ancora dichiarato tale.


Gli abitanti del luogo raccontano che un tempo si poteva scendere tramite una scaletta ricavata dalle pareti e si poteva fare il bagno… Ovviamente senza alcun tipo di regolamentazione.
Oggi invece il Pozzo del Merro è inserito in un’area protetta gestita dalla Regione Lazio e le attività al suo interno sono regolamentate per proteggerne il delicato equilibrio ecologico.
L’accesso è tuttora interdetto per motivi di sicurezza, a causa dell’elevato rischio di crollo delle rocce e per la fragilità del suo ecosistema.
La cosa più interessante riguarda la fauna: in questo pozzo è stata infatti ritrovata una specie animale unica al mondo.

La scoperta e gli studi

Le prime esplorazioni risalgono agli anni ’40. Furono condotte da Aldo Giacomo Segre. In seguito, tra la fine degli anni 1990 e i primi anni 2000, fu esplorato da Giorgio Caramanna e Riccardo Malatesta che riuscirono a raggiungere la profondità di 100 metri. Nel marzo del 2002, il ROV “PROMETEO”, arrivò fino a 392 metri di profondità senza riuscire ad individuare il fondo con assoluta certezza.

Il pozzo comunicante: tra Sant’Angelo Romano e Guidonia Montecelio

Già da molto è stato confermato che la falda basale che affiora nel sinkhole è la stessa che alimenta le sorgenti sulfuree delle Acque Albule presso Tivoli. Negli anni ’70 inoltre, dopo un tentativo di prelievo dell’acqua da parte di ACEA, venne fuori l’incredibile: quando l’acqua veniva estratta dal sinkhole, il livello di un secondo pozzo tra la Tiburtina e Guidonia Montecelio diminuiva. Si tratta dunque di “vasi comunicanti”: tra i due pozzi esiste una correlazione.
In realtà nella zona ci sono ben 3 sinkhole allineati, incluso il pozzo del Merro. Gli altri due sono più piccoli e non hanno un nome.

Ecco un video del Pozzo del Merro, il sinkhole più profondo del mondo:


Conoscevi già il Pozzo del Merro a Sant’Angelo Romano? Scrivilo nei commenti!

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