Monterotondo incontra Paolo Restuccia: evento gratuito venerdì 25 marzo

evento monterotondo

Monterotondo incontra Paolo Restuccia: evento gratuito organizzato dall’Associazione Culturale Chloe in collaborazione con Ztoryboard.


Appuntamento il 25 marzo ore 19.00: Presentazione del Libro di Paolo Restuccia “Il colore del sangue”.

L’evento prevede la presentazione dell’ultimo libro di Paolo Restuccia, “Il colore del tuo sangue”. Dialogano con l’autore Sonia Lippi e Marco Roncaccia.
Leggerà alcuni brani Manuela D’Anguanno.

Appuntamento presso Tsopela in Via Guglielmo D’Oberdan 12, Monterotondo (Roma).

Paolo Restuccia è regista, autore e conduttore. Ha preso parte a diversi programmi radiofonici della Rai, tra i quali 3131Permesso di soggiornoDentro la seraA che punto è la notteLuna permettendoBuono DomenicoConiglio RelaxIl ruggito del coniglio.

P. Restuccia

È il direttore della Scuola di Scrittura Creativa Genius. Ha pubblicato il manuale La palestra dello scrittore, le parole e la forma (Omero, 2010) e i romanzi La strategia del tango (Gaffi, 2014) e
Io sono Kurt (Fazi, 2016).

Recensione di Marco Roncaccia:

Una mia breve recensione de Il colore del tuo sangue l’ultimo romanzo di Paolo Restuccia che il 25 marzo io e Sonia Lippi presenteremo da Tsopela (Via Guglielmo Oberdan, 12) in modalità Zstoryboard nell’ambito delle iniziative di Chloe_Associazione Culturale.

Il colore del tuo sangue di Paolo Restuccia è un libro che sorprende e che pagina dopo pagina lancia sfide a te che leggi.

Già dal titolo.

È un thriller, la grafica è improntata al rosso vivo, e l’immagine di copertina è un volto femminile grondante di sangue. Niente di strano, penserai.

Se non fosse che più entri nella vita di Greta Scacchi, la filmaker protagonista, più “il colore del tuo sangue” perde le vivide sfumature splatter che avevi immaginato per assumere i toni cupi di un universo distopico inaspettato. Ti basti pensare che l’idea per questo romanzo è stata suggerita all’autore da un documentario della televisione svizzera il cui tema era lo studio del DNA per la produzione di armi “etniche”.

La seconda sfida arriva subito dopo, in esergo, “Questo romanzo è dedicato a chi crede nelle storie. Cosa che una volta o l’altra potrebbe salvargli la vita”.

Anche questa frase acquisirà, quanto più procedi nella lettura, significati diversi e stratificati.

La narrazione è piena di riferimenti ad altre storie, sia sotto forma di brevi soggetti di cortometraggi che prendono forma nella mente della protagonista e che ti rivelano il suo modo di vedere la realtà, sia sotto forma di citazioni cinematografiche occulte. Restuccia costruisce i suoi romanzi come veri e propri multimedia e se, nei romanzi precedenti, era la musica ad accompagnare la narrazione, questa volta è il cinema a farla da padrone. La maestria dell’autore sta nell’inserire queste citazioni integrandole al testo e all’azione e lasciando a te la scelta di giocare a riconoscerle oppure andare a spulciarle in un secondo momento in una apposita appendice finale.

È un thriller, ci sono dei morti ammazzati o presunti tali, e quindi la sfida principale è quella di arrivare a scoprire il o i colpevoli prima che sia l’autore a rivelarteli. Non credere sia facile.

La quarta sfida è quella di stabilire il genere di questo romanzo: nonostante Restuccia dichiari di aver voluto scrivere un Thriller, c’è chi sostiene che sia più corretto considerarlo un romanzo postmoderno. Del romanzo postmoderno possiamo in effetti trovare la narrazione suddivisa in frammenti, a salti temporali tra un “prima” e un “adesso”, inoltre il gusto per la citazione di cui ti ho parlato prima, l’utilizzo del “genere”, una chiara intenzionalità metanarrativa. Quello che sicuramente posso dirti è che l’aderenza ai canoni del Thriller è totale e rimarrai incollato al testo dalla prima all’ultima pagina cercando di risolvere insieme a Greta Scacchi l’ingarbugliata situazione che la vede sospettata di omicidio.

L’ultima sfida è riuscire a non innamorarsi di lei, di Greta, la filmaker, che non nasconde la sua bisessualità, in lotta perenne con se stessa e con il mondo, per le strade dell’Esquilino, armata solo di una telecamera a 360 gradi, pronta a cogliere l’incommensurabile bellezza, la cattiveria e l’eterna agonia della città eterna .


IlTerritorio.net

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