Palazzo Conti a Poli: tour delle stanze principali

 Palazzo Conti a Poli, in provincia di Roma, tra Palestrina e Tivoli è uno dei palazzi storici più importanti del Lazio.
Costituiva l’antica Rocca di Poli: risale al principio del XII secolo, ma fu rifatto completamente nel ’500.


Oggi ti porto in un palazzo che conserva rarità artistiche: Palazzo Conti a Poli.
All’inizio della strada che porta a Poli ci troviamo davanti un cartellone giallo dell’Ente Provinciale del Turismo:
“POLI, palazzo dei Conti (con affreschi di Giulio Romano del sec. XII)”.
Questa dicitura è completamente sbagliata: quando gli affreschi vengono pagati, Giulio Romano era deceduto.

Ma di quali affreschi parli? Ah e quindi chi li realizza?

Calma, calma. Adesso ti dico ogni cosa.
Innanzitutto devi sapere che il Palazzo ha una struttura architettonica poco omogena dovuta alle varie fasi di  costruzione che lo riguardano. Infatti nasce come rocca medievale della famiglia degli Oddoni nel X-XI secolo. Tra il XII e il  XIII secolo venne ultimata la parte a levante e poi completamente ristrutturato per volere del condottiero Torquato I  Conti nel XVI secolo.
Così, da rocca divenne ufficialmente un palazzo baronale. Appartenne appunto ai Conti: noti anche come Conti di Segni, un’antica famiglia baronale romana.
Accedere è facile: tramite una breve rampa di scale (un tempo ponte levatoio) con ai lati degli antichi sarcofagi.
Oggi il palazzo è sede del Comune e in parte proprietà della famiglia Pelliccioni-Casaroli dal 1942.

STANZA DI TORQUATO I

L’appartamento si raggiunge attraversando l’androne e il cortile di Palazzo Conti. Viene  fatto restaurare e decorare da Torquato I Conti.
Le pareti della volta della stanza di  Torquato I sono interamente decorate a grottesche a fondo bianco e su fondo rosso nella  cornice che delimita, in basso, la volta.

Ai lati della volta troviamo quattro riquadri che rappresentano le stagioni: ad esempio, al di sopra dell’alcova (quindi della parte opposta) troviamo la quarta e ultima stagione, l’autunno. È di nuovo un paesaggio in un rettangolo ma questa volta come per l’inverno ci sono delle rovine antiche e anche degli animali. Sotto troviamo dei putti seduti che tengono tra le mani un giglio e una fascia con la scritta fulgor non terret, il motto di Lotario Conti che non teme la  battaglia. Questo motto si ritrova varie volte nel Palazzo.
Al centro della volta, all’interno di una cornice dipinta di fiori e frutta, interrotti agli spigoli dalla raffigurazione di testine ornamentali, è rappresentata Venere in piedi. Secondo A. Coliva questi sono stati realizzati da Prospero Fontana.

Ai quattro lati della stanza troviamo scene di soggetto mitologico, dipinti ad affresco nei riquadri che decorano il fregio in stucco che corre lungo tutto il perimetro  della stanza di Torquato I. Simboleggiano diversi aspetti dell’amore.
I dipinti per Anna  Coliva sono di nuovo opera di Prospero Fontana.

ALCOVA 
La stanza di Torquato I presenta, su uno dei lati corti, un piccolo ambiente interamente  decorato ad affresco e stucchi sorretto da due colonnine doriche.  Il tema rappresentato sul  soffitto dell’alcova è un chiaro riferimento all’Amore Profano e alla Lussuria.

Si accede alla parte superiore del palazzo tramite una rampa di scale che parte dall’androne.
Anche qui il soffitto è riccamente decorato da grottesche. Sono raffigurati animali, fiori, piante, ninfe, putti/angeli e  creature ibride. Lo sfondo delle grottesche è il bianco e anche qui i colori sono vivaci e lo stato di conservazione sembra migliore rispetto all’androne.
Si accede al salone principale del piano nobile grazie ad un grande portone sormontato  dall’aquila della famiglia Conti.

PIANO NOBILE

La volta del soffitto è completamente affrescata. Immediatamente sopra il portone troviamo dipinti gli oggetti donati dall’Imperatore Rodolfo II  d’Asburgo a Lotario II Conti.
La maggior parte degli affreschi nel salone sono opera di Giuseppe Cesari detto il Cavalier  d’Arpino (che ha lavorato anche nella cappella privata Conti )e di suo fratello minore Bernardino. Vespasiano Strada, pittore di origine spagnola, li accompagna.

Partendo dal basso sulla destra troviamo l’allegoria della Guerra, in armatura. Sopra di essa una donna con veste gialla e manto rosa  con un velo azzurro sul capo, sulle gambe un cagnolino bianco, è l’allegoria della  Fedeltà. All’interno della grande corona a  cinque punte si trova la terza figura allegorica, una donna vestita d’azzurro con i cappelli  acconciati che reca nella mano destra un grande scettro e nell’altra un ramoscello: si tratta dell’allegoria del Potere. La penultima allegoria sulla sinistra è la Ricchezza.
L’ultima allegoria in basso  ha un seno scoperto, la veste blu con una cinta dorata ed un manto arancione, tiene nella mano sinistra una clessidra, simbolo del tempo ed è l’allegoria dell’Eternità.
Le cinque allegorie fanno riferimento alle glorie belliche della famiglia Conti che  attraverso di esse hanno ottenuto potere.

Sulla destra del grande camino sopra la porta che apre alla piccola cappella della famiglia troviamo un altro ritratto nel consueto ovale. Si tratta di Carlo Conti, figlio di  Torquato I e di Violante Farnese.
Arriviamo ora al ritratto sulla sinistra del camino: è Rodolfo II d’Asburgo, Arciduca  d’Austria, Imperatore del Sacro Romano Impero dal 1576. Lo vediamo ritratto frontalmente con l’armatura, la gorgiera e una lunga collana. Fu un amico personale di  Lotario II Conti.

Tra l’imponente camino con le figure allegoriche e le due porte vi sono dei grandi affreschi che raffigurano delle battaglie.
Il fascione superiore ha di nuovo degli ovali con dei ritratti e la solita iscrizione, questa volta i ritratti sono due omonimi.
Il primo, sulla sinistra, è un Cardinale, Alessandro Farnese. Infatti ha l’abito e il copricapo cardinalizio.
Passò alla storia  come il “Gran Cardinale” e visitò Poli nel 1576 quando aveva 56 anni.
Il ritratto sopra l’allegoria della Guerra rappresenta invece il celebre Generale, Duca di Parma e Piacenza.

CAPPELLA PRIVATA

La prima porta a destra del salone principale introduce ad una piccola Cappella, tuttora consacrata. Entrando veniamo sicuramente rapiti dalla ricca decorazione interna.
Al centro, sopra l’altare, è un affresco con San Francesco d’Assisi con il saio bianco, scalzo e inginocchiato dentro una grotta nel tufo,” illuminato” da un  raggio luminosissimo proveniente da un Cristo in croce; alle spalle del santo un confratello  più anziano che si ripara gli occhi a causa della luce accecante. San Francesco è raffigurato con le mani aperte nell’atto di mostrare i palmi, sta ricevendo le stimmate. L’autore è ancora Giuseppe Cesari detto Cavalier d’Arpino.

Come lo sappiamo?
C’è un cartiglio in basso a destra che dice: ISEPH.APINAS. F ossia  IOSEPH ARPINAS FECIT cioè “Giuseppe D’Arpino dipinse”. Oltretutto questo soggetto fu dipinto dall’artista in molte altre chiese romane. Gli altri affreschi sulla parete rappresentano episodi salienti della vita di Innocenzo III  eletto Papa nel 1198 e Gregorio IX eletto nel 1227 entrambi della famiglia Conti.

L’ATTUALE SALA CONSILIARE 
Nella sala del Consiglio Comunale, si trova un quadro.
Si tratta de La caccia di Sant’Eustachio o La  visione di Sant’Eustachio. L’autore è ignoto ma di buona scuola purtroppo molto  danneggiato a causa di interventi di restauro inesperti. L’opera è datata fra la fine del 1600  e i primi decenni del 1700.
 Rappresenta uno dei momenti più importanti della vita del santo: la visione del cervo con la croce e la Crocifissione. Nella stessa sala vi è una grande mappa di Poli dell’architetto Giovanni Gabrielli datata 1773, molto interessante e dettagliata per conoscere i principali edifici dell’epoca.



Ovviamente non abbiamo finito qui: c’è ancora tutta la parte esterna da vedere!
Ma per questo ti rimando al prossimo articolo dove vedremo gli affreschi dell’androne.
Prima della tesi di Laurea della mia amica e collega Alessia Poggi, questi affreschi erano stati studiati solo superficialmente.
Ringrazio la medesima per le preziose informazioni dettagliate nonché per tutte le immagini del presente articolo.

Conoscevi già Palazzo Conti a Poli? Fammelo sapere nei commenti!

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