Lucus Feroniae: l’antica città è ora visitabile… GRATIS

Un sito archeologico in provincia di Roma

lucus

Lucus Feroniae è un sito archeologico nel Comune di Capena, sull’antica via Tiberina, in provincia di Roma. Non ne sai nulla? Continua a leggere questo articolo!


La storia

Il sito archeologico di Lucus Feroniae è stato rintracciato negli anni ’50 del secolo scorso e aperto nel 1964.
Siamo di fronte a una ricchissima area che fino a poco tempo fa versava in uno stato di quasi totale abbandono. Purtroppo è ciò che accade spesso nelle località intorno ai centri principali, dove le opere di tutela e salvaguardia arrivano sempre all’ultimo momento, per non rischiare il danno finale.

Nel 2016 però, qualcosa si è mosso! Un progetto è stato attuato dall’allora Soprintendenza per i beni archeologici dell’Etruria Meridionale e dalla Società Arcus.
Questo ha permesso di ampliare l’Antiquarium con una quantità importante di manufatti e di collegare l’area di Lucus Feroniae, del comune di Capena, con quella della Villa dei Volusii Saturnini, appartenente al comune di Fiano Romano.

Lucus Feroniae

lucus

Perché il nome “Ferioniae”? Leggi questo articolo per scoprire di quale culto si tratta!
La città, sita nella pianura lungo il fiume Tevere, era già abitata nella seconda metà del III secolo a.C.
Il Santuario preromano, era famoso per le sue ricchezze. I fedeli giungevano fin lì per chiedere delle grazie.
Annibale nel 211 a.c., non solo saccheggiò il tempio facendone un grande bottino, ma lo distrusse dandolo alle fiamme. Naturalmente venne ricostruito ma nonostante la riedificazione del tempio il culto di Feronia decadde e il sito perse importanza fino a che Cesare che nel 59 a.c. stabilì di stanziare in zona i veterani del proprio esercito, fondando la “Colonia Iulia Felix Lucus Feroniae”.
Praticamente donò ai suo soldati un castrum in muratura, cioà una città, fondata col sistema della centuriazione e della fondazione sacra romana, insomma una piccola Roma.
(romanoimpero.com).

Dagli anni Novanta del secolo scorso sono iniziati gli scavi proprio della parte più antica: nell’area del santuario rasa al suolo da Silla.


Quello che emerge è principalmente:
1)Il quartiere del Foro.
Caratterizzato dalle botteghe commerciali e punti di ristoro (thermopolia); un quartiere abitativo con alcune domus con pavimenti di marmo o a mosaico (in particolare quella di Polifemo e Galatea), come pure le terme del Foro (o di Menandro) con le vasche per le abluzioni e il sistema di riscaldamento ancora perfettamente visibili.


2) Il piccolo anfiteatro.
Dalla caratteristica forma circolare, ancora in parte interrato, l’anfiteatro doveva ospitare al suo interno i combattimenti tra gladiatori. Questi ultimi sono i protagonisti del rilievo di un monumento funerario esposto all’interno dell’Antiquarium.
3)La Villa dei Volusii.


Si tratta di una ricca dimora suburbana (con splendidi mosaici pavimentali), relativa a un’importante famiglia vicina all’imperatore Augusto, sotto il quale il sito ebbe il massimo splendore.

Visitare: il sito archeologico e l’Antiquarium

Puoi visitare sia l’area archeologica che l’Antiquarium.

Giorni e orari di apertura:

Antiquarium: 8,30 – 19,00
Area Archeologica: 8,30 – fino ad un’ora prima del tramonto.
La fruizione resta contingentata, pertanto gli accessi verranno scaglionati ogni 1 h e 30 minuti per un numero massimo di 10 visitatori a turno.
Al fine di prevenire e contenere il diffondersi del contagio da COVID 19 sono stati riorganizzati i servizi e gli spazi, attivando tutte le misure necessarie per migliorare la fruizione e rendere l’esperienza dei visitatori piacevole e sicura.

Gli orari di visita sono i seguenti: dal martedì alla domenica, dalle 8.30 alle 19.00

L’ingresso è gratuito

La prenotazione è obbligatoria chiamando il numero 069085173
Nell’area archeologica accesso parziale ai disabili, totale nell’Antiquarium.


Conoscevi già questo sito archeologico in provincia di Roma?

Se ti è piaciuto questo articolo, condividilo!
Continua a seguirci su
IlTerritorio.net

Commenta per primo

Rispondi