Mentana luogo di tortura: sapevi la storia di Primo e Feliciano?

Mentana, comune in provincia di Roma, è nota per essere stata l’antica città di Nomentum, il cui centro è stato rintracciato a Casali di Mentana.
La storia di Primo e Feliciano, Santi Martiri, il cui culto si diffonde in diverse zona d’Italia, è legata a questo luogo. Continua a leggere per saperne di più!


Mentana ex Nomentum

Nomentum, città sabina del Latium vetus, nel 338 a. C. diventa un centro residenziale del suburbio di Roma. Contrariamente alla usuale identificazione con Mentanai resti della città sono localizzati sotto l’abitato di Casali, frazione di Mentana. Il terreno è movimentato da tre colline: Montedoro e Ara Cacamele, separate dalla sella del Romitorio, e l’Immaginella, poco a Nord della via “delle Molette”.
La creazione della Diocesi di Nomentum è testimoniata dall’inizio del V secolo a.C. ed è la più antica tra tutte quelle che confluirono successivamente nella Diocesi della Sabina.
Nomentum vantava di un numero considerevole di santuari martiriali paleocristiani, e di questo se ne ha testimonianza anche dalla stessa passio dei SS. Primo e Feliciano (V-VI secolo d.C.).
La zona è dunque costellata di ritrovamenti di questo genere, se pensiamo ad esempio alla catacomba di San Restituto a Monterotondo.

montedoro
collina del Montedoro – Casali di Mentana (RM)

La storia dei Santi Martiri Primo e Feliciano

Una fonte tarda cita il martirio dei santi Primo e Feliciano, avvenuto durante la persecuzione di Diocleziano del 303 d.C.
Anche Jacopo da Varagine nella sua Legenda Aurea riprende la storia e San Gerolamo, già nel V secolo, nel Martirologio Geronimiano, ricorda la loro sepoltura al XV miglio da Roma della via Nomentana, confermando dunque il luogo del martirio presso Nomentum.
Ma chi erano Primo e Feliciano?
Primo e Feliciano erano due fratelli ottantenni che furono decapitati per essersi rifiutati di fare sacrifici agli dei pagani. Questo episodio avvenne nell’anfiteatro dell’antica Nomentum.
I resti dei santi martiri Primo e Feliciano sono stati traslati dalla catacomba, ritenuta non più sicura dopo le ripetute scorrerie dei Longobardi.

Le misteriose reliquie

Una vicenda particolare riguarda le reliquie, e dunque i corpi dei Santi martiri. Questi vennero traslati per volontà di papa Teodoro I da Nomentum a Roma, nella Basilica di Santo Stefano Rotondo, dove ancora oggi c’è un’abside decorata a mosaico con una loro raffigurazione, vestiti di clamide o mantello da viaggio, a destra e sinistra di una grande croce gemmata.

santo stefano rotondo roma  conca absidale con santi primo e feliciano e croce gemmata al centro
Santo Stefano Rotondo (RM) – mosaico di Primo e Feliciano
Santo Stefano Rotondo (RM) - mosaico di Primo e Feliciano
Santo Stefano Rotondo (RM) – mosaico di Primo e Feliciano


In realtà, lo spostamento delle reliquie rientrò poi in un programma episcopale più ampio, che mirava a un riallestimento dei luoghi sacri. Questo portò tuttavia a una dequalificazione di quasi tutti i poli originari di devozione.
Roberto Tomassini, ha indagato ulteriormente sulla travagliata vicenda delle reliquie: in seguito infatti, verso l’anno 646, papa Sergio II concedette gran parte dei resti al nobile milanese Eremberto, legato all’ imperatore Lotario.
Le fonti testimoniano che Eremberto si trasferì in patria, riponendole in una chiesa a loro dedicata.

Chiesa di San Primo a Leggiuno (VA)



Ma dove si trova questo luogo?
Dopo un’attenta analisi, Tomassini accerta che si tratta di Leggiuno, comune in provincia di Varese. Qui è presente una piccola chiesa di San Primo: qui si conservano le sacre spoglie di Primo e Feliciano. Nel 1920 la chiesa venne restaurata e, scoperchiato il pavimento, sotto il mastodontico altare del tempo, accostato alla parete dell’abside, saltò fuori un’urna contenente le reliquie in questione, come già si presumeva dallo studio degli antichi documenti.
Tutti gli studiosi, tra cui Schuster, Lanzoni e Moroni, avevano indicato “la località di Legiano”:

Legiano non è altro la corruzione del toponimo Leggiuno, dovuta probabilmente ad un errore
di qualche anonimo copista del passato, oppure più semplicemente ad un banale refuso, che poi evidentemente gli storici hanno seguito pedissequamente conferendola con Leggiuno . Questa, d’altra parte, unita la comune di Sangiano, era ridotta ad una piccola frazione di poco più di un migliaio di
abitanti.
(R.Tomassini).


Sapevi la storia dei SS. Primo e Feliciano? Conoscevi il luogo originario del martirio?

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