ROMA – Trovato un essere preistorico nel pozzo. Ecco di cosa si tratta

di Sara Petrino e Francesco Cervoni


Una nuova specie animale è stata trovata nella Sabina Romana. Il luogo è già di per sé “misterioso”.
Continua a leggere per saperne di più!


Il luogo del ritrovamento: il Pozzo del Merro


Il Comune di Sant’Angelo Romano è situato a circa 20 km a nord-est di Roma. Qui, tra i Monti
Cornicolani, precisamente nella Riserva Naturale Macchia di Gattaceca e Macchia del Barco si trova
una dolina nota come “Pozzo del Merro”.
Il significato del termine mèrro o mèro, rimasto ancora in uso in alcune parti del Lazio e dell’Abruzzo,
sarebbe proprio “voragine” o “profonda dolina”. La dolina ospita un laghetto; nel 2002 il ROV
Prometeo” ha raggiunto i 392 metri di profondità senza riuscire a trovare il fondo! Da quel momento, e
fino al 2016, ha mantenuto il record mondiale come sinkhole allagato più profondo al mondo,
attualmente è il secondo nella classifica mondiale e il primo in quella italiana.
Nella parte sommersa della dolina sono state trovate diverse specie di crostacei anfipodi, una delle quali,
Niphargus cornicolanus, è risultata essere nuova per la scienza!

Grazie agli studi effettuati da Valentina Iannilli e da Augusto Vigna Taglianti la specie è stata descritta nel
2005.

Caratteristiche di Niphargus cornicolanus


Abbiamo detto che Niphargus cornicolanus fa parte degli Anfipodi. Ma cosa sono questi?
Gli Anfipodi sono appunto un ordine di crostacei simili ai gamberetti che mangiamo. Ad oggi questo gruppo include quasi 10.000 specie, diffuse in tutto il mondo, sia in acque dolci sia salate.
Sono caratterizzati dalla forma del corpo “ingobbito” e compresso lateralmente, che li porta anche a
nuotare in modo particolare, stando posati su di un lato. Sono principalmente detritivori, e raramente
raggiungono grandi dimensioni, infatti la maggior parte delle specie è lunga meno di un centimetro.
Il genere Niphargus è molto diffuso in Europa, e si è specializzato a vivere nelle acque sotterranee. Solo in Italia si contano più di 60 specie, e circa metà di queste è endemica, e questo vuol dire che non si trova in nessun’altra parte del mondo! Ad esempio la specie Niphargus galvagnii possiamo trovarla solo nella grotta di Castello Tesino in Trentino.
Questi animali si trovano in torrenti sotterranei e nelle falde acquifere, ma possono essere visti anche nelle grotte o nell’acqua dei pozzi.
Sono animali perfettamente adattati a vivere in questi ambienti estremi: sono completamente bianchi
dato che i pigmenti non sono necessari per vivere al buio. Per lo stesso motivo non hanno occhi, mentre le antenne e le appendici in generale sono molto allungate e ricche di organi di senso utili per orientarsi.
La specie Niphargus cornicolanus è particolare per quanto riguarda la fauna italiana. Innanzitutto è molto
grande (il corpo può misurare anche 2 centimetri di lunghezza), e presenta antenne molto lunghe (che
raggiungono il centro del corpo).
È stato posto in un gruppo di specie di Niphargus chiamato “gruppo orcinus”. Le specie di questo gruppo
sono tipiche dell’Europa dell’Est e dei Balcani. Ad oggi questo gruppo in Italia è rappresentato da tre specie che vivono nel sottosuolo degli Appennini, fra cui il cornicolanus.
Forse vi sorprenderà sapere che varie sono le specie “trans-adriatiche” come questa. Il genere Niphargus in particolare sembra che sia comparso nella penisola balcanica e che poi abbia colonizzato gli Appennini a più riprese nel Pleistocene durante i periodi in cui l’Adriatico si è ritirato per via delle glaciazioni. In questo modo anche specie poco mobili sono riuscite ad arrivare in Italia. In poche parole il Niphargus cornicolanus è il discendente dei crostacei che in passato hanno compiuto
questo enorme viaggio!

Niphargus cornicolanus fotografato da Marco Giardini al Pozzo del Merro (Giardini et al., 2001).
Niphargus cornicolanus (disegno di Valentina Iannilli, fotografia in alto a destra di Fabio Stoch
all’esemplare raccolto nella Grotta dell’Elefante dall’ANVA).
Per via del suo endemismo, Niphargus cornicolanus è stato scelto come simbolo del Comitato
Promotore della Riserva Naturale dei Boschi dei Monti Cornicolani.

Storia della scoperta e significato del nome


Nel 1954 Saverio Patrizi e Marcello Cerruti raccolsero 5 esemplari di Niphargus al Pozzo del Merro, e
questi rimasero indeterminati nella collezione di Sandro Ruffo al Museo Civico di Storia Naturale di
Verona fino agli anni ’60, quando furono riesaminati da Augusto Vigna Taglianti.
4 esemplari erano Niphargus longicaudatus, mentre un quinto esemplare fu attribuito ad una nuova specie del “gruppo orcinus”. Si trattava di una femmina di grandi dimensioni appartenente a una nuova specie, ben distinta dalle altre due appenniniche allora descritte (che appartengono sempre al “gruppo orcinus”), che sono il Niphargus patrizii e il N. parenzani.
La descrizione della specie Niphargus cornicolanus è stata pubblicata nel 2005 ad opera di Augusto Vigna Taglianti e Valentina Iannilli, in seguito alla raccolta di nuovi campioni prelevati a decine di metri di
profondità al Pozzo del Merro da Marco Giardini, Giorgio Caramanna e Alessandro Campanaro.
L’epiteto specifico cornicolanus, si riferisce ai Monti Cornicolani, area geografica in cui ricade il Pozzo del
Merro.


Si ringrazia il Prof. Marco Giardini per la revisione del testo.
Ecco un video dedicato a Niphargus cornicolanus:
https://www.youtube.com/watch?v=sbyB_oslhgk


Conoscevi già questa nuova specie animale? Sapevi del Pozzo del Merro nella Sabina Romana?


Se l’articolo ti è piaciuto, condividilo sui social!


Continua a seguirci su
IlTerritorio.net

Fonti bibliografiche:
Caramanna G., Argentieri A., Buonfiglio V., 2022. Il sinkhole allagato del “Pozzo del Merro”: 20
anni di esplorazione e studio. The “Pozzo del Merro” drowned sinkhole: 20 years of exploration and
study. Acque Sotterranee – Italian Journal of Groundwater, 11(4): 73-78.

Delić T., Stoch F., Borko Š., Flot J. F., Fišer C., 2020. How did subterranean amphipods cross the
Adriatic Sea? Phylogenetic evidence for dispersal–vicariance interplay mediated by marine
regression–transgression cycles. Journal of Biogeography, 47(9): 1875-1887.

Giardini M. (a cura di), 2012. Sant’Angelo Romano (Monti Cornicolani, Roma). Un territorio ricco
di storia e di natura. Comune di Sant’Angelo Romano, Regione Lazio. 368 pp.

Giardini M., Caramanna G., Calamita U., 2001. L’imponente sinkhole del Pozzo del Merro (Monti
Cornicolani, Roma): stato attuale delle conoscenze. Natura e Montagna, 48(2): 12-27.

Iannilli V., Vigna Taglianti A., 2005. New data on the genus Niphargus (Amphipoda, Niphargidae)
in Italy, with description of a new species of the orcinus group. Crustaceana, 77(10)(2004): 1253-1261

Vi invitiamo a consultare anche questo link per scaricare vari pdf sul Pozzo del Merro e i Monti Cornicolani:
http://www.completamente.org/pubblicazioni/

Commenta per primo

Rispondi