“Verso il giorno del ricordo” – Giornata di commemorazione dedicata alle vicende italiane del dopoguerra

Di Giovanni Mariangela

Docente dell’.I.C.”Citta’ dei bambini” di Mentana

“Verso il giorno del ricordo”. Questo il titolo che ha fatto da elemento guida al convegno del 10 novembre 2022, organizzato dall’Istituto Comprensivo “Città dei bambini” di Mentana”, presso la sede di via Brunelleschi, per affrontare il tema de ‘Il giorno del ricordo’, ricorrenza civile del 10 febbraio, ovvero una giornata di commemorazione civile, dedicata a una delle più drammatiche vicende italiane del secondo dopoguerra: l’esodo giuliano dalmata e il massacro delle foibe. L’incontro ha avuto una doppia veste di ascolto e riflessione per gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado, per docenti e genitori sensibili alla tematica che sono intervenuti. L’organizzazione, coordinata dalla dirigente prof.ssa Maria Vittoria Pomili, portata avanti dalla vicepreside prof.ssa Lorena Battistoni hanno permesso l’intervento della dott.ssa Spezzano, D.T.Ministero dell’istruzione e del merito; il dott. Mucich, direttore Archivio Museo storico di Fiume, saggista e storico; della signora Penso, esule fiumana, che hanno portato il loro contributo dal punto di vista storico e personale.

Quella dei giuliano-dalmati è una storia di dolore, di vite strappate e ricostruite faticosamente altrove. Con l’armistizio dell’8 settembre 1943 esplose la prima ondata di violenza, le zone interne dell’Istria passarono sotto il controllo jugoslavo. Cominciarono le rappresaglie del regime di Tito contro gli italiani che diventarono nemici da sterminare; iniziò così un’esecuzione a dir poco atroce, che vide i condannati a morte legati l’uno all’altro, con un fil di ferro stretto intorno ai polsi, attendere la propria fine sugli argini delle foibe. Migliaia di persone vennero gettate nelle cavità carsiche, tipiche della Venezia Giulia. Per i sopravvissuti alla caduta la sofferenza era inimmaginabile: costretti ad attendere la propria inevitabile fine sui cadaveri dei compagni e tra sofferenze fisiche indicibili. Gli occhi si riempiono di lacrime anche dopo settant’anni; la memoria di un’intera popolazione costretta dagli eventi storici ad esiliare dai confini dell’Italia orientale per sfuggire alla pulizia etnica attuata dal governo jugoslavo. Oltre ai numerosi disagi pratici, gli esuli giuliano-dalmati furono costretti a sopportare l’atteggiamento ostile dei connazionali.

Le stime attuali rivelano che dal 1944 al 1958 più di 250.000 persone furono costrette ad abbandonare le proprie case e le proprie terre, al confine orientale con l’Italia, per cercare fortuna altrove. I centri costieri dell’Istria si svuotarono, le radici si troncarono. Gli esuli arrivati in Italia non vennero accolti in maniera benevola; al contrario, la maggior parte fu confinata in campi profughi allestiti all’interno di caserme, scuole e strutture di vario genere. La signora Penso ci dà testimonianza della sua fanciullezza fino all’adolescenza, tra campi profughi e collegi romani e tedeschi, raccontando, descrivendo i momenti bui della sua e della nostra storia, dall’entrata dei titini agli infoibati italiani. In lei traspare la forza di una donna che ha vissuto momenti duri ed importanti, racconta dei primi momenti passati in Italia, la brutta esperienza nei campi profughi e della mancanza di cibo e cure adeguate.                                                                                                                                          

  Fare memoria di questo evento drammatico e di tutte le tragedie nate dall’odio degli uomini contro altri uomini, è fondamentale! Rimane l’unico modo che abbiamo per non dimenticare e tenere sveglie le nostre coscienze ed educare le nuove generazioni alla cultura della pace.
È necessario per ricordare che le guerre portano soltanto dolore e morte, da qualunque parte si sta, tra i vinti e tra i vincitori. Il nostro impegno costante deve essere quello di fare in modo che tali orrori non si verifichino mai più. È doveroso tramandare alle future generazioni tutte le pagine della storia nazionale, anche le più difficili, le più tristi, le più inspiegabili.                                                Tra le autorità civili presenti in sala, anche il sindaco Marco Benedetti e il vicesindaco Matteo Alesiani.

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