Monterotondo, parte la riqualificazione della Via di Francesco

Via di Francesco nel Lazio

Monterotondo è sede di una delle tappe della Via di Francesco, il cammino dedicato al santo d’Assisi che attraversa il centro-nord Italia. Il percorso, tramite una direttrice settentrionale che ha origine nella località di La Verna e una meridionale che ha origine a Roma, converge nel paese umbro che diede i natali al patrono d’Italia.

Nella giornata di ieri il primo cittadino di Monterotondo Riccardo Varone ha comunicato l’inizio dei lavori lungo il tratto eretino della Via di Francesco. Gli interventi, fortemente voluti dall’attuale giunta, sono orientati alla riqualificazione (e in alcuni tratti all’effettivo rifacimento) della porzione di cammino che ricade entro i confini comunali di Monterotondo e che costeggia via di Castelchiodato.

Via di Francesco nel comune di Monterotondo
Il progetto

Un obiettivo – ha commentato il sindaco – che ha visto impegnato uno specifico Assessorato. Il Comune di Monterotondo, infatti, è stato uno dei pochi nell’intero panorama regionale ad assegnare una delega particolare alla Via di Francesco all’interno della propria giunta“.

Grazie ad un finanziamento di 330mila €, il più cospicuo tra quelli erogati ai comuni beneficiari del bando, si interverrà per rendere il percorso sempre più fruibile. Le risorse, ottenute anche grazie alla collaborazione della Rete Associativa della Via di Francesco nel Lazio, serviranno a migliorare l’accessibilità del percorso in vista del Giubileo del 2025 e della ricorrenza degli 800 anni dalla scomparsa del Santo nel 2026“.

La Via di Francesco: un Cammino di Santiago nostrano

La Via di Francesco, prima che un percorso fatto di ciottoli, polvere e sentieri mozzafiato, è un’idea che si è fatta largo nella mente dei suoi creatori – numerosi e inconsapevoli – che a partire dagli anni ’80 hanno iniziato ad elaborare dei percorsi sul modello del Cammino di Santiago.

Scrive Fabrizio Ardito sul suo libro “Le Vie di Francesco” (Edicicloeditore 2020), «[…] l’idea di comporre un mosaico dei sentieri di Francesco non ha mai avuto una base geografica e topografica indiscutibile e univoca, come è avvenuto sulla strada principale per Compostela […].

Quindi la Via di Francesco è una “invenzione” moderna, nata dalle idee e dalle intuizioni di diverse persone […], e dal fortissimo obiettivo di creare un cammino di fede e di spiritualità che fosse il più possibile corrispondente al ricordo della figura del Santo, alle sue peregrinazioni, al suo predicare di borgo in borgo nel cuore dell’Italia medievale.

Queste caratteristiche delle Vie dedicate a Francesco hanno fatto si che, in mancanza di una scansione di tappe unica, attorno ad alcuni luoghi chiave siano nati itinerari leggermente diversi tra loro o varianti.»

Le varianti

La Via di Francesco, infatti, pur avendo i suoi punti di partenza in Casentino, dal Santuario Francescano di La Verna, e in Piazza San Pietro a Roma, viene spesso percorsa da nord a sud o viceversa, senza che si consideri Assisi come punto d’approdo. Inoltre, negli ultimi anni, l’estremità settentrionale del percorso si è spostata e bipartita: c’è chi inizia la Via da Rimini, raggiungendo La Verna attraverso la Romagna, e chi la intraprende da Firenze, raggiungendo La Verna tramite il Passo della Consuma.

Anche nel tratto laziale esistono due varianti: da Rieti si diramano infatti due percorsi alternativi. Uno si tuffa nuovamente in Umbria e nella Val Tiberina, mentre l’altro segue la Salaria. I due percorsi convergono ad Acquaviva di Nerola, da dove si può proseguire verso Montelibretti, Monterotondo, Montesacro e raggiungere infine Piazza San Pietro.

IlTerritorio.net

Informazioni su Federico Laudizi 6 Articoli
Federico Laudizi è un giovane scrittore e copywriter. Nato a Montepulciano il 3 marzo 2000, è cresciuto a Monterotondo, dove vive dal 2004. Nel 2019 si è diplomato al liceo linguistico Gaio Valerio Catullo e tre anni più tardi, nel 2022, si è laureato in comunicazione, tecnologie e culture digitali presso l'università di Roma La Sapienza. Si dedica con passione alla filosofia, alla letteratura, alla musica, allo sport ma anche alla storia, alla topografia e alla meteorologia. C'è chi da un po' di anni lo chiama "tuttologo", ma lui preferisce definirsi una persona che sa qualcosa di tutto rischiando di non sapere tutto di qualcosa.

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