L’aggressione sul raccordo
Momenti di paura sul Grande Raccordo Anulare di Roma, dove una donna di 37 anni è stata ferita con diverse coltellate all’interno di un’auto in corsa. L’aggressione è avvenuta ieri mattina tra gli svincoli Cassia e Flaminia, nel quadrante nord della Capitale. Secondo quanto riferito dalla vittima ai soccorritori, l’autore sarebbe stato l’ex compagno.
Nonostante le ferite a viso, torace, testa e mani, la donna – di nazionalità peruviana e madre di tre figli – è riuscita a salvarsi aprendo lo sportello e gettandosi fuori dal veicolo, raggiungendo il margine della carreggiata per chiedere aiuto ai passanti. Alcuni automobilisti hanno immediatamente allertato il Numero unico di emergenza 112.
I soccorsi e il ricovero
La 37enne è stata assistita dal personale sanitario del 118 e trasportata in codice rosso all’ospedale, dove è stata sottoposta a intervento chirurgico. Secondo quanto riferito dalle fonti investigative, non dovrebbe essere in pericolo di vita, ma resta in prognosi riservata per la gravità delle ferite riportate.
Ai soccorritori, la donna avrebbe ripetuto con evidente paura: «È stato il mio ex compagno».
L’uomo rintracciato a Fiano Romano
Le ricerche dell’aggressore sono scattate immediatamente e hanno coinvolto posti di controllo e analisi delle telecamere del territorio. Nel giro di poche ore, la Squadra Mobile di Roma ha individuato l’uomo a Fiano Romano, dove è stato fermato.
Secondo l’indagine, si tratta di un cittadino peruviano, come confermato da fonti investigative: «È un peruviano, connazionale della vittima». L’uomo avrebbe tentato di far perdere le proprie tracce dopo l’assalto, ma è stato rintracciato grazie ai segnali della sua cella telefonica, come indicato dagli investigatori.
Indagini sulla dinamica
Secondo i primi riscontri, l’aggressione sarebbe avvenuta al culmine di una lite all’interno dell’auto. L’ex compagno avrebbe impugnato un coltello e colpito più volte la 37enne. Al momento non risultano denunce pregresse per maltrattamenti, e l’uomo avrebbe un unico precedente per guida in stato di ebbrezza.
Entrambi saranno ascoltati dagli inquirenti non appena le condizioni cliniche della donna lo consentiranno. Le parole pronunciate dalla vittima subito dopo il salvataggio restano centrali nell’indagine: «È stato il mio ex compagno».


