Antonella Iadicicco: “Divulgare l’arte e la cultura dei Musei di Narrazione in Sabina attraverso lo storytelling”

Oggi ho incontrato Antonella Iadicicco, docente di Scrittura Creativa presso la Biblioteca “Peppino Impastato” di Poggio Mirteto, laureata in Scienze della Comunicazione. Un anno fa ha conseguito la sua laurea con Lode presentando una tesi incentrata sulle realtà museali del territorio, dal titolo “Storytelling in Sabina, Musei di Narrazione“.

Da quest’anno, Antonella ha intrapreso con entusiasmo l’attività di divulgazione culturale, mettendo a disposizione la propria esperienza a titolo gratuito.

Antonella Iadicicco

I tre principali musei narrativi di cui Antonella ha approfondito la conoscenza sono il Museo dell’Olio della Sabina a Castelnuovo di Farfa, il suggestivo Museo del Silenzio a Fara in Sabina e la Sala Luzzati nel Comune di Farfa, che ospita il Museo Archeologico.

Ciao Antonella! Mi piacerebbe saperne di più sulla tua esperienza.

Cosa ti ha spinto a intraprendere la divulgazione culturale dopo la laurea in Scienze della Comunicazione?

Dopo la laurea, ho deciso di divulgare le tre realtà innovative del territorio, che erano il focus della mia tesi. Queste realtà, chiamate Musei di Narrazione, sono poco conosciute nonostante siano presenti nel territorio sabino, una zona prevalentemente rurale e basata sull’agricoltura.

Mi è sembrato un dovere far conoscere queste inaspettate ricchezze e legarle insieme per la prima volta. I Musei di Narrazione esistono anche in luoghi come Londra, Berlino e New York, ma è sorprendente trovarli qui nel territorio sabino. Questi musei sono stati realizzati dallo stesso studio di architettura Spazi Consonanti.

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Quali sono i principali obiettivi delle tue presentazioni e quale pubblico cerchi di coinvolgere?

Antonella: Il mio principale obiettivo è la divulgazione culturale. Durante le mie presentazioni, ho avuto l’opportunità di visitare il Liceo Artistico “Frammartino” di Monterotondo e la scuola secondaria inferiore “Pepoli” di Poggio Mirteto.

Ho scoperto che quasi nessuno conosceva l’esistenza dei Musei di Narrazione e la differenza rispetto ai musei tradizionali di “Collezione”. Sono felice di parlare a un pubblico variegato, ma mi concentro soprattutto sui ragazzi. Credo che la cultura sia fondamentale per il loro futuro.

Potresti condividere qualche dettaglio sui tre musei narrativi che hai menzionato, in particolare sul Museo del Silenzio?

Certamente! Il Museo dell’Olio della Sabina si trova a Castelnuovo di Farfa ed è incentrato sul tema dell’olio in tutte le sue declinazioni, andando oltre il suo significato prettamente alimentare. Artisti contemporanei come Maria Lai hanno realizzato opere site-specific per questo museo.

Le carte d’arte dell’artista sarda, create e sperimentate a Castelnuovo di Farfa, sono state esposte al Museo MAXXI di Roma nel 2018, portando l’arte locale a un pubblico più ampio.

Il Museo del Silenzio si trova a Fara in Sabina ed esplora il tema astratto del “voto del Silenzio” delle suore Clarisse Eremite. L’emozione del visitatore diventa parte integrante del contenuto museale. All’interno, si trovano oggetti “parlanti” risalenti al 1673 che raccontano la vita quotidiana delle suore. La luce nel museo dona importanza anche agli arnesi più semplici.

Uno dei temi struggenti trattati è quello della Disciplina, dove le monache subivano mortificazioni corporali qualora venissero sorprese a parlare tra loro.

Sala Luzzati a Farfa: una perla che pochi conoscono. Uno dei codici medievali di Gregorio da Catino, monaco di Farfa, è tradotto in chiave museale. Storia e leggenda coesistono in uno storytelling scritto in collaborazione con lo sceneggiatore Ennio De Concini (premio Oscar per il film di Pietro Germi, Divorzio all’italiana), con le scenografie di Emanuele Luzzati. “Lorenzo il Siro uccide il drago e fonda il borgo di Farfa…”.

Secondo te, qual è l’importanza dello storytelling nei musei e come ritieni che possa arricchire l’esperienza del visitatore?

Lo storytelling coinvolge e rende il fruitore “partecipe”, non solo spettatore passivo, ma protagonista. Attraverso le storie siamo più attenti, creativi, concentrati e possiamo donare le nostre interpretazioni. Il senso, come diceva U. Eco, è nell’esito della cooperazione interpretativa. I Musei di Narrazione hanno come scopo il coinvolgimento e rendono il visitatore parte integrante del contenuto museale. Spesso l’arte non viene compresa perché non raccontata. Per evitare che rimanga isolata o solo per addetti ai lavori (quindi di nicchia), bisognerebbe fare un maggior uso dello Storytelling.

Grazie Antonella per aver condiviso con noi le tue conoscenze ed esperienze!

Sara Petrino

IlTerritorio.net

Sara Petrino Storica dell'arte

Sara Petrino

Dott.ssa in Storia dell’Arte | Content creator | SEO Copywriter Freelance
Responsabile dell’Archivio storico comunale di Mentana, Caporedattrice IlTerritorio.net

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