Ares 118 compie 20 anni: già 502.385 interventi nel Lazio nel 2024
Vent’anni di attività, oltre 500mila interventi solo nel 2024 e una rete sempre più capillare di soccorso e supporto alla sanità regionale. Sono i numeri e la missione di Ares 118, l’Azienda Regionale Emergenza Sanitaria del Lazio, celebrata oggi a Roma nell’evento “Presente & Futuro dell’Emergenza Urgenza”, ospitato nella sede di WeGil.
Un’occasione per fare il punto sull’evoluzione di un servizio che è diventato colonna portante della sanità pubblica, come ha sottolineato il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca:
“Ares 118 ha costruito un sistema efficiente, moderno e capillare, capace di garantire risposte tempestive e sicure in ogni angolo del Lazio. Dietro questi numeri ci sono migliaia di professionisti altamente formati”.
I numeri del 2024: crescita costante
Nel solo 2024, Ares 118 ha gestito 502.385 interventi di soccorso, superando i 483.082 del 2023. Le missioni totali hanno toccato quota 597.260, distribuite tra le centrali operative di Roma, Lazio Sud e Lazio Nord.
Dati che confermano l’importanza del servizio soprattutto per le fasce più fragili: oltre l’88% dei casi al triage riguarda situazioni complesse, e il 50% dei pazienti ha più di 60 anni.
Innovazione, umanità e nuovi servizi
Negli ultimi anni, Ares 118 ha ampliato le proprie competenze, integrando servizi strategici come il trasporto di sangue e organi, l’assistenza ECMO, il trasporto neonatale e il numero unico 116117.
“Ares 118 è molto più di un servizio di emergenza – ha spiegato il direttore generale Narciso Mostarda –. È una rete viva che unisce istituzioni, territori e cittadini. Investiamo in tecnologia, formazione e prossimità”.
Una sanità che guarda al futuro
Il presidente Rocca ha ribadito l’impegno della Regione a rafforzare organici, mezzi e tecnologie, con l’obiettivo di mantenere Ares 118 al centro del sistema sanitario regionale:
“Stiamo investendo con decisione, perché il futuro dell’emergenza-urgenza richiede organizzazione, innovazione e capacità di adattarsi a bisogni sempre più complessi”.
Il processo di internalizzazione dei mezzi di soccorso e l’assunzione di nuove risorse rappresentano un ulteriore passo verso una sanità più vicina alle persone, pronta a rispondere con efficienza e umanità nei momenti in cui serve di più.


