BODY DISSATISFACTION, COME RICONOSCERLO.

Sui social si parla sempre più spesso del body shaming, ovvero offendere una persona per il suo aspetto fisico. Molte volte invece è lo stesso individuo a non accettare il proprio corpo esserne insoddisfatto e cominciare a non accettarlo. Il che non è da confondere con la disforia di genere, il disturbo di un individuo nel non riconoscere il proprio sesso fenotipico.
Per fare chiarezza su questi disturbi, la Dott.ssa Monica Mariotti, piscoterapeuta di Monterotondo ha risposto alle seguenti domande.
Come distinguere la disforia di genere dal body dissatisfaction? L’ insoddisfazione per il proprio corpo ( body dissatisfaction) riguarda la non accettazione di alcune parti del proprio corpo e può sfociare in un vero e proprio disturbo chiamato il disformismo corporeo. In questo caso la persona prova eccessiva preoccupazione e il pensiero continuo che gli altri possano deridere il difetto. Invece la disforia di genere riguarda la non accettazione della propria identità, ad esempio un ragazzo che non si riconosce nel genere maschile.

Quanto influiscono i media sull’ o del corpo? Tantissimo. La pressione è alle stelle sin da piccoli. Bisogna essere belli, vestiti alla moda, performanti, magri. C’è la tendenza nelle bambine a un’ eccessiva sessualizzazione spingendole ad adottare sin da piccoline comportamenti non adeguati alla loro età e tutto ciò solo per spingere ad acquistare abiti ed oggetti. Tutto ciò non fa che creare l’idea che vado bene solo se ottengo like e visualizzazioni.

Essere insoddisfatti del proprio corpo, che problemi potrebbe creare nel quotidiano? Può diventare un cruccio, un’ ossessione oppure può portare all’ evitamento ( evito di uscire nel timore che gli altri mi possano deridere) e ha gravi conseguenze sulla propria autostima e sulle relazioni esterne.

Questo disturbo, è più frequente nei giovani o nelle persone adulte?
Inizia sempre più precocemente e si trascina poi nell’ età adulta se non curato tempestivamente.

Molte persone ricorrono alla chirurgia estetica per migliorare il proprio aspetto. Ma quanto è fine il giudizio oggettivo da quello soggettivo?
Nell’ aspetto fisico ciò che deve contare a mio avviso è l’ aspetto soggettivo altrimenti il rischio è troppo alto. Se si vuole cambiare lo si deve fare per se stessi e non per compiacere gli altri e suggerisco comunque prima di ricorrere ad interventi chirurgici pervasivi di lavorare clinicamente sulle proprie insicurezze.

Quando bisogna intervenire con una terapia appropriata per vivere bene con sé stessi?
Quando ci si sente a disagio, quando il pensiero è continuamente sul difetto, quando ci si rende conto che si sta attivando l’ evitamento di cui parlavo sopra.
Concludo con una domanda ai lettori. E voi come vi sentite col vostro corpo ?

La dott.ssa Mariotti ha lo studio a Monterotondo per ogni supporto alla genitorialità o al minore, ed è disponibile previo appuntamento tramite email: dottoressamariotti@gmail.com

di Veronica Evangelisti

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