Un anno di percorsi tra Giubileo e territorio
Si è chiuso a Roma il progetto Cammini Giubilari, avviato un anno fa durante la prima domenica ecologica del 2025. L’iniziativa, promossa dall’Assessorato all’Agricoltura, Ambiente e Ciclo dei Rifiuti di Roma Capitale insieme alla Città Metropolitana di Roma Capitale, ha rappresentato un percorso dedicato al turismo lento e sostenibile nei territori di accesso all’Urbe.
Investimenti e riqualificazione delle vie di ingresso
Come ha spiegato Sabrina Alfonsi, l’Amministrazione Capitolina è intervenuta con 3 milioni di fondi giubilari per riqualificare la rete integrata dei cammini già esistenti. Sono state valorizzate tre direttrici principali: la Via Francigena del Nord, il Cammino di San Francesco e la Via Francigena del Sud.
Alfonsi ha sottolineato: “Abbiamo voluto cogliere l’occasione del giubileo per promuovere questi territori come itinerari di turismo lento e sostenibile”.
Monterotondo nel tracciato dei camminatori
Tra i percorsi attraversati in questi mesi, Monterotondo ha avuto un ruolo significativo come tappa territoriale collegata ai cammini verso la Capitale. I camminatori hanno percorso itinerari che vanno “da Castel Gandolfo a Piazza San Giovanni, da Monterotondo fino a Piazza Sempione”.
Un passaggio che evidenzia come anche l’area eretina sia stata parte del progetto di valorizzazione delle vie di ingresso a Roma, immerse nella natura e nella storia.
I numeri dell’iniziativa: 1100 cammini e oltre 5000 partecipanti
Il bilancio finale registra 1100 cammini realizzati e un coinvolgimento complessivo di oltre 5000 partecipanti. Secondo Alfonsi, l’esperienza ha segnato un momento importante anche sul piano della partecipazione civica.
“Roma è una città accogliente e inclusiva e grazie a questa iniziativa… abbiamo segnato una tappa importante verso un percorso che continuerà per la scoperta dei beni comuni e la valorizzazione del ruolo della cittadinanza attiva”, ha concluso l’assessora.
Un progetto che guarda alla continuità
La chiusura dei Cammini Giubilari rappresenta quindi un punto di arrivo e, allo stesso tempo, una base per proseguire nella promozione di itinerari territoriali capaci di unire ambiente, cultura e comunità locali, con tappe che hanno coinvolto anche realtà come Monterotondo.


