Capena è un Comune in provincia di Roma. Il paese poggia su vari colli, da cui si ha un’ottima vista sulla bassa Sabina. Comprende varie frazioni come Colle del Fagiano e Pastinacci.
Capena è un Comune in provincia di Roma, situato nella Sabina: una regione storico-geografica dell’Italia centrale, nata come la terra abitata dai Sabini, da cui prende il nome, popolazione preromana indoeuropea di ceppo osco umbro.
Ecco quindi 3 cose che devi assolutamente sapere su Capena:

1) A Capena si venerava una dea antichissima e il suo culto è stato ripreso dai Romani.
In questa antica città si venerava in particolare una dea, definita “protettrice degli schiavi”.
Si tratta di Feronia, che secondo la mitologia romana andrà a rappresentare anche la dea della fertilità.
Infatti Feronia era una dea di origine italica, protettrice dei boschi e delle messi, celebrata dai malati e dagli schiavi riusciti a liberarsi. Il suo santuario principale è collocato in una frazione di Capena (Scorano): si tratta del “Lucus Feroniae” . Il Lucus (bosco sacro) di Feronia sorge su una piattaforma di travertino e ha origini molto antiche tanto quanto le origini del culto della dea.
2) Capena “non è la vera Capena” (o meglio, il vero centro)
L’antico centro di Capena aveva sede infatti sul colle del Castellaccio o della Civitucola, a circa 4km dalla moderna Capena, che invece corrisponde a un altro borgo… quello di Leprignano!
Si tratta di un borgo medievale: la prima volta è stato nominato precisamente il14 marzo del 1081 da Papa Gregorio VII che con una bolla concede il possesso del territorio di Leprignano al Monastero Benedettino di S. Paolo.

3) La mola Saracena e l’acquedotto Romano del Serino
Si tratta di un mulino ubicato nel territorio del castello di Scorano, forse edificato dalla famiglia Orsini su antiche preesistenze Capenati, del quale si servivano i residenti nel castello di Leprignano.
Il mulino è menzionato in alcuni atti del XV secolo: nel 1444 parte di Scorano è stata acquistata dai monaci di San Paolo Fuori le Mura dal cardinale Prospero Colonna “ad molendinum construendum”, ossia per costruirvi un mulino. Tuttavia il territorio poi passò agli Orsini.
Oggi infatti una località di Capena è chiamata Mola Saracena. Qui possiamo trovare diversi ruderi lungo il “Fosso di Gramiccia”.

Il 31 gennaio 2014 dopo un disastroso straripamento del fosso di Gramiccia, l’alveo del fiume venne “ripulito”. Così, poco a valle dell’attuale ponticello carrabile (per Fiano Romano), sotto un albero di alto fusto sradicato, riapparvero in mezzo alla corrente tratti di muratura in pietra calcarea.
Si ipotizzò un’opera di sbarramento del fosso, data la particolare forma a “V” rovescia, ma nuove ricerche hanno rivelato che si tratta, con molta probabilità, di qualcos’altro.
Nel novembre 2015 per strutturare dei pannelli illustrativi da porre nei percorsi pedonali del sito archeologico dell’antica Capena sul colle della Civitucola, sono state verificate informazioni tratte dal saggio Capena and the Ager Capenas di G.D.B. Jones: qui vi era una planimetria con “l’inconfondibile” conformazione a “V” rovescia.
Si tratta in realtà delle prese di adduzione dell’Acquedotto dell’Acqua Augusta (Acquedotto Romano del Serino) che, secondo gli studi di G.D.B. Jones, alimentavano il Lucus Feroniae.
Conoscevi già queste curiosità su Capena?
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