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Carceri Lazio: stanziati 4,5 milioni per la formazione dei detenuti

Carceri Lazio: stanziati 4,5 milioni per la formazione dei detenuti

Carceri nel Lazio, nuovi fondi per la formazione dei detenuti

Nuove risorse per favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti nelle carceri del Lazio. Il Ministro della Giustizia Carlo Nordio ha stanziato oltre 4,5 milioni di euro destinati a progetti di formazione professionale e allo sviluppo di competenze pratiche all’interno degli istituti penitenziari.

L’intervento segue il precedente finanziamento di circa 2 milioni di euro per l’esecuzione penale esterna, confermando l’impegno del Ministero per una giustizia più inclusiva e per la riduzione della recidiva.

Laboratori e corsi professionali nelle carceri

I fondi saranno utilizzati per attivare e potenziare laboratori dedicati alla formazione dei detenuti in settori strategici come:

L’obiettivo è offrire ai detenuti competenze certificate e spendibili sul mercato del lavoro una volta scontata la pena, favorendo un reale percorso di reinserimento sociale.

Sinergia tra Ministero e Regione Lazio

Il progetto è frutto della collaborazione tra il Ministero della Giustizia e la Regione Lazio, guidata dal Presidente Francesco Rocca, e si inserisce nel Piano “Una Giustizia più Inclusiva: Inclusione socio-lavorativa delle persone sottoposte a misura penale anche tramite la riqualificazione delle aree trattamentali”.

La misura è finanziata nell’ambito del Programma Nazionale “Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027”, di cui il Ministero della Giustizia è Organismo Intermedio. Alla progettazione ha contribuito Gabriella De Stradis, Direttore generale per il coordinamento delle politiche di coesione.

Un investimento per il futuro

Secondo quanto dichiarato dal Ministero, il nuovo stanziamento rappresenta un passo importante per trasformare le carceri in luoghi non solo di pena, ma anche di crescita e opportunità. La formazione, infatti, è considerata una delle leve principali per combattere l’esclusione sociale e ridurre il rischio di recidiva, aprendo ai detenuti nuove possibilità di vita una volta tornati in libertà.

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