“Casa, progetto di vita: dalla sfida al traguardo. I giovani e il mercato immobiliare nel 2025 per costruire il futuro.”




di Daniele Scatassi, imprenditore nel settore immobiliare

Acquistare casa, oggi, è possibile per tanti giovani e famiglie grazie all’accesso al credito, ma resta un impegno economico molto gravoso che si somma alle difficoltà quotidiane.

Secondo il nuovo studio “I giovani e la casa 2025” realizzato da Ener2Crowd, per acquistare un appartamento di 100 mq, un giovane italiano impiega in media 67,4 anni se non ricorre al mutuo. Anche con un finanziamento trentennale e un anticipo adeguato, i tempi restano lunghissimi: la media nazionale è di 57,4 anni, praticamente più di una vita lavorativa. Il dato più allarmante riguarda le grandi città: a Milano, ad esempio, anche accedendo a un mutuo, servirebbero oltre 141 anni per acquistare casa. Ma la situazione non migliora molto neppure nelle aree meno care del Paese. A Crotone o ad Agrigento, non si scende sotto i 41 anni, e i bassi redditi rendono comunque la rata del mutuo insostenibile.

I numeri restituiscono l’immagine di un’Italia immobiliare spaccata in due. Al Nord i prezzi degli immobili sono sempre più alti, mentre al Sud e nelle Isole il problema è rappresentato dai redditi troppo bassi. Cambiano le cause, ma il risultato è lo stesso: per i giovani, la casa resta un traguardo lontano. In regioni come Trentino-Alto Adige, Lombardia, Lazio o Veneto, anche chi ha un buon lavoro dovrà dedicare tra i 60 e i 70 anni per raggiungere l’obiettivo. In Campania, Sicilia, Calabria o Molise, i tempi sono teoricamente più brevi, ma la difficoltà di accedere al credito e di sostenere le rate annulla qualsiasi vantaggio.

A fronte di questa emergenza, la politica ha rilanciato proposte ambiziose. Dal palco del Meeting di Rimini, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha annunciato un Piano Casa destinato a sostenere le giovani coppie, con l’obiettivo di offrire soluzioni a prezzi calmierati. Il progetto, seguito dal Vicepremier Matteo Salvini, punta a rilanciare l’edilizia sociale e a offrire nuove opportunità abitative a quella fascia mediana della popolazione con redditi compresi tra i 30 e i 60 mila euro, oggi troppo spesso esclusa dai bandi pubblici ma non sufficientemente solida da accedere autonomamente al mercato.

Tuttavia, tra intenzioni e realtà, c’è ancora una distanza da percorrere. Le risorse stanziate sono inferiori a quelle necessarie: 660 milioni di euro contro i 15 miliardi indicati dai costruttori dell’ANCE come cifra minima per un piano strutturale. Inoltre, mancano alcuni passaggi normativi fondamentali, come il DPCM attuativo previsto per giugno 2024, ad oggi non ancora emanato.

Il piano del governo include linee strategiche interessanti: più autonomia alle aziende casa, riorganizzazione del sistema di edilizia sociale, sviluppo di progetti in partenariato pubblico-privato, integrazione con il Terzo Settore e utilizzo di fondi europei non spesi. Ma per dare una risposta reale serve uno sforzo in più.

Come imprenditore che da oltre vent’anni opera nel mercato immobiliare, vedo ogni giorno giovani e famiglie che desiderano realizzare il sogno della casa. Per aiutarli davvero servono politiche di lungo periodo, una visione strategica e strumenti concreti che rendano questo percorso più sostenibile. Dobbiamo investire in educazione finanziaria, incentivare forme di risparmio sostenibile fin dai primi anni di vita lavorativa, semplificare i processi burocratici e normativi e soprattutto immaginare nuovi modelli abitativi.

Oggi più che mai diventa centrale il tema del risparmio e della corretta gestione delle proprie economie. L’acquisto della casa continua a rappresentare l’investimento primario e più importante per costruire un futuro solido e sereno. È quindi fondamentale imparare a pianificare per tempo, mettere da parte risorse in maniera costante e consapevole, e scegliere strumenti di accumulo che possano rafforzare nel tempo la capacità di affrontare un impegno così significativo. Allo stesso tempo, non vanno sottovalutate soluzioni innovative come il rent-to-buy, il co-housing o le piattaforme di investimento immobiliare partecipativo, che possono offrire strade alternative e complementari per avvicinarsi al traguardo della casa di proprietà.

Le istituzioni devono trovare soluzioni sempre più vicine a chi realmente lavora nei cantieri. Chi opera nel settore, come me, ha il dovere di offrire soluzioni, non solo prodotti, e noi operatori dobbiamo migliorarci nel cercare di essere sempre più consulenti, capaci di seguire e consigliare i clienti in ogni fase del percorso.

Oggi più che mai l’investimento della casa è fondamentale. Sicuramente servono coraggio, visione e innovazione ma soprattutto tanta voglia di guardare al futuro con fiducia, perché è possibile.

Daniele Scatassi
Presidente di Building Production Holding

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