Gli anziani ospiti della loro struttura erano soggetti a terribili abusi: picchiamenti, insulti e somministrazione di tranquillanti senza alcun riferimento medico. Un vero incubo si è consumato in una comunità alloggio per anziani situata nel cuore dei Castelli Romani, a Marino.
A gestire la struttura c’era una donna finita agli arresti domiciliari insieme a due operatrici socio-sanitarie dipendenti del centro. Anche un medico di medicina generale di Ariccia è coinvolto nei guai, con una misura interattiva che ha disposto il divieto temporaneo dell’esercizio della professione sanitaria. È stato il lavoro investigativo dei carabinieri del Nas a portare alla luce quanto accadeva in questa struttura.
Le accuse sono gravi: sequestro di persona, maltrattamenti e falso ideologico. Gli anziani ospiti, privati persino di qualsiasi attività ludica o ricreativa, venivano talvolta somministrati farmaci come le benzodiazepine e tranquillanti di vario genere senza alcun criterio medico, solo per mantenerli tranquilli. Ma le violenze non si fermavano qui.
Le indagini hanno rivelato che, con la complicità del medico, gli anziani venivano legati con mezzi di contenzione al di fuori dei casi consentiti e costretti a subire maltrattamenti fisici, minacce e insulti. La struttura, in realtà, sembrava una vera e propria casa di riposo lager.
Non solo gli anziani erano soggetti a violenze fisiche e psicologiche, ma venivano anche privati delle loro libertà: costretti a rimanere nelle stanze e a subire continui abusi. Il medico, su richiesta della titolare, prescriveva farmaci e mezzi di contenzione senza alcuna giustificazione medica, inviando anche certificazioni con diagnosi e date false.
Ma non è tutto. Un’altra persona è stata arrestata: una donna di origini nigeriane che controllava un anziano ospite affetto da gravi patologie, relegato in una stanza vuota senza letto né arredi, costretto a dormire su una poltroncina con la luce accesa.
FONTE: romatoday.it



