Chiuso il Giubileo: Leone XIV apre la fase del Concistoro

Chiuso il Giubileo: Leone XIV apre la fase del Concistoro

La Porta Santa si chiude, termina l’Anno Santo dei due Papi

Alle 9.41 Papa Leone XIV ha chiuso la Porta Santa della Basilica di San Pietro, compiendo l’ultimo atto del Giubileo della Speranza, aperto da Papa Francesco il 24 dicembre 2024. Il Pontefice si è inginocchiato davanti alla porta di bronzo, ha pregato e poi ha chiuso i battenti, alla presenza di diverse autorità civili, tra cui il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Con la conclusione dell’Anno Santo, che ha portato a Roma oltre 33 milioni di pellegrini, si apre ora una nuova fase. Da domani, infatti, è previsto il Concistoro, la riunione con i cardinali convocata per tracciare le linee future della Chiesa e per affrontare alcuni nodi centrali del governo ecclesiale.

L’omelia dell’Epifania e l’appello di Leone XIV

Dopo la chiusura della Porta Santa, Papa Leone XIV ha celebrato la messa dell’Epifania. Nell’omelia il Pontefice ha messo in guardia dai “deliri di onnipotenza” e ha invitato a trasformare l’umanità resistendo alle “lusinghe dei potenti”. Inoltre ha ricordato che “Le sue vie non sono le nostre vie, e i violenti non riescono a dominarle, né i poteri del mondo possono bloccarle”.

Richiamando il tema del Giubileo, Leone XIV ha aggiunto: “E’ bello diventare pellegrini di speranza. Ed è bello continuare ad esserlo, insieme!”; e ancora: “Se non ridurremo a monumenti le nostre chiese, se saranno case le nostre comunità, se resisteremo uniti alle lusinghe dei potenti, allora saremo la generazione dell’aurora”. Il Papa ha quindi indicato l’orizzonte di una “umanità, trasformata non da deliri di onnipotenza, ma dal Dio che per amore si è fatto carne”.

Angelus, pace e parole contro la guerra

A conclusione della mattinata, dalla Loggia centrale, il Pontefice ha rinnovato l’appello per la pace: “Gli estranei e gli avversari diventino fratelli e sorelle, al posto delle diseguaglianze ci sia equità, invece dell’industria della guerra si affermi l’artigianato della pace”.

In un’altra riflessione riportata nel corso della giornata, Leone XIV ha parlato anche di “un’economia distorta” che “prova a trarre da tutto profitto”, con un mercato che “trasforma in affari anche la sete umana di cercare, di viaggiare, di ricominciare”. Di segno opposto l’indicazione proposta dal Papa: “amare la pace, cercare la pace, significa proteggere ciò che è santo e proprio per questo è nascente: piccolo, delicato, fragile come un bambino”.

Domani il Concistoro: agenda, lavori e temi al centro

Il Concistoro si svolgerà il 7 e l’8 gennaio. I cardinali sono attesi già intorno alle 12.30 nell’atrio dell’Aula Paolo VI per l’accoglienza, mentre i lavori inizieranno alle 15.30 nell’Aula Nuova del Sinodo con il saluto del cardinale decano Giovanni Battista Re e l’intervento introduttivo del Papa. Seguiranno i gruppi di lavoro, con chiusura prevista intorno alle 19 dopo un nuovo intervento del Pontefice e la preghiera conclusiva.

Giovedì la giornata comincerà alle 7.30 con la messa del Papa con i cardinali in San Pietro. Dopo la ripresa dei lavori, i porporati pranzeranno con il Pontefice e proseguiranno nel pomeriggio, fino alle conclusioni finali di Leone XIV.

Il Concistoro è stato convocato con un focus su temi indicati come prioritari: la missione della Chiesa tracciata dalla Evangelii Gaudium, il rapporto tra Chiesa universale e Chiese particolari, la sinodalità e il rapporto tra tradizione e liturgia. Resta da chiarire se i lavori si svolgeranno integralmente a porte chiuse oppure se verranno comunicati elementi ai media.

Il bilancio su Roma tra accoglienza e organizzazione

Nel giorno della chiusura del Giubileo, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri ha affidato a un post su Facebook la sua valutazione: “Oggi si chiude il Giubileo della Speranza. Un evento speciale che ha visto Roma aprirsi al mondo e ha mostrato come la nostra città sappia accogliere e custodire”. Il primo cittadino ha aggiunto: “In questi mesi Roma è diventata davvero casa per milioni di pellegrini arrivati da ogni parte del mondo”.

Gualtieri ha poi proseguito: “Questo Giubileo ci ha ricordato che una città non è fatta solo di strade, cantieri, servizi. È fatta di relazioni, di cura, di responsabilità”. Nel messaggio ha espresso anche gratitudine verso il Pontefice: “La mia gratitudine va a Papa Leone XIV, Vescovo di Roma, che ha accompagnato questo Giubileo con la sua guida spirituale e il suo costante richiamo ai valori della fraternità, della misericordia e della pace”. Inoltre ha ringraziato Santa Sede, Governo, istituzioni e strutture operative, citando anche “le forze dell’ordine, la polizia locale e la protezione civile di Roma Capitale, i sanitari, i vvff”, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori impegnati nei cantieri e ai servizi cittadini, e infine “i volontari, il mondo del terzo settore, le comunità religiose”.

Nel testo, Gualtieri ha ricordato anche Papa Francesco: “E un pensiero speciale lo voglio dedicare a Papa Francesco che ha portato via con sé parte del nostro cuore ma che ci ha lasciato un’eredità preziosa fatta di fratellanza, generosità, cura del prossimo e del Creato. Mai lo dimenticheremo”. E ha concluso: “Roma esce da questa esperienza non solo ancora più bella grazie ai tanti interventi giubilari che abbiamo realizzato, ma soprattutto più consapevole del suo ruolo universale”.

Sicurezza: Massucci e Giannini sul “sistema Paese”

Sul fronte della sicurezza, il questore di Roma Roberto Massucci ha dichiarato che, nel corso dell’anno e per tutti gli eventi giubilari, “sono scesi in campo oltre 70mila operatori”. Nel bilancio, Massucci ha citato “operatori della polizia, dei carabinieri, della Guardia di Finanza, della polizia penitenziaria” e l’impegno della polizia locale e del volontariato di protezione civile, insieme ai servizi cittadini, indicando che tutti hanno dato vita a “un sistema paese” capace di garantire “la sicurezza di oltre 33 milioni di pellegrini”.

Inoltre, Massucci ha spiegato che il piano di sicurezza, varato con 11 ordinanze di servizio in materia di ordine e sicurezza pubblica, è stato improntato al criterio “dell’accoglienza”. E ha aggiunto: “Le persone più volte hanno avuto modo di sottolineare di aver avuto la percezione di un approccio gentile delle forze dell’ordine che ha garantito sicurezza e serenità”.

Anche il prefetto di Roma Lamberto Giannini, intervenendo a Radio Vaticana, ha parlato di “un bilancio estremamente positivo”, perché “non abbiamo avuto notizie e non abbiamo avuto eventi sfavorevoli o comunque che abbiano turbato l’evento”. Giannini ha sottolineato che il risultato è stato frutto di “un grande lavoro di prevenzione, di tanta accuratezza nei servizi” e ha aggiunto: “Abbiamo avuto un ritorno dalle persone che non hanno avvertito un’aria oppressiva nella sicurezza, ma il tutto si è svolto con grande serenità”.

Tra gli esempi riportati, il prefetto ha ricordato un episodio del 24 dicembre 2024: “un’auto gpl a piazza Risorgimento per un guasto tecnico aveva avuto un principio di incendio” e “l’intervento di fatto immediato dei vigili del fuoco ha fatto sì che nessuno si accorgesse di questo inconveniente”. Giannini ha poi evidenziato la collaborazione tra istituzioni e strutture operative e ha dichiarato: “Sono state tante le eccellenze che hanno lavorato ed è stato importante uno scambio reciproco”. Infine ha concluso: “a me rimane un’esperienza straordinaria, un’esperienza che mi ha molto arricchito”.

Fisichella: numeri oltre le attese e Chiesa nel tempo presente

Sul bilancio dell’Anno Santo, monsignor Rino Fisichella, responsabile vaticano del Giubileo, ha sottolineato: “Lo studio che ci avevano consegnato prima dell’inizio del Giubileo parlava di 30,5 milioni: a livello di numeri siamo andati ben oltre le aspettative”. E ha aggiunto: “I pellegrini hanno vissuto una profonda esperienza spirituale”, richiamando anche “la capacità di Roma di avere retto a un evento così importante”.

Fisichella ha inoltre osservato l’evoluzione rispetto al 2000: “Al grande Giubileo del 2000 sostanzialmente non c’era ancora internet, c’era solo la mail”, mentre oggi è stato possibile raggiungere milioni di persone attraverso l’app e i nuovi canali, in un contesto in cui “c’è stato anche il Giubileo degli influencer”. Da qui la conclusione: “Questo fa capire che la Chiesa accompagna lo sviluppo del tempo e della storia”.

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