Il Conclave per l’elezione del nuovo Papa, successore di Francesco, inizierà il prossimo 7 maggio.
Sarà chiamato ad eleggere il 267° Pontefice della Chiesa cattolica, guida di quasi 1 miliardo e 400 milioni di fedeli nel mondo. Il nuovo Papa dovrà raccogliere l’eredità spirituale e pastorale di Francesco in un’epoca segnata da una “terza guerra mondiale a pezzi” e da profonde trasformazioni all’interno della Chiesa.
Gli elettori: una Chiesa globale in miniatura
Sono 135 i cardinali elettori, esclusi quelli che hanno superato gli 80 anni di età.
La loro distribuzione geografica riflette il volto globale della Chiesa:
- Europa: 53 elettori
- Asia: 23
- Africa: 18
- America del Sud: 17
- America Centrale: 4
- America del Nord: 16
- Oceania: 4
Diversi per provenienza, cultura, età ed esperienza ecclesiale, i cardinali sono stati nominati in prevalenza da Papa Francesco (108), seguiti da Benedetto XVI (22) e da Giovanni Paolo II (5).
Le loro posizioni su temi cruciali per il futuro della Chiesa — dalla sinodalità alla presenza delle donne, dal celibato sacerdotale ai rapporti con la Cina — non sempre coincidono, così come sono diverse le sensibilità sui temi sociali, quali l’accoglienza dei migranti, le guerre e le nuove forme di famiglia.
Progressisti e conservatori: l’equilibrio nei blocchi continentali
Ogni continente esprime diverse sfumature teologiche e pastorali:
- Nord America e Africa appaiono più tradizionalisti.
- Sud America e America Centrale risultano più vicini allo spirito di Francesco, soprattutto per modalità di governo pastorale.
- In Europa e Asia le posizioni sono variegate: si va dal conservatore Peter Erdo (arcivescovo di Budapest) e Gerhard Müller (prefetto emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede), ai progressisti Matteo Zuppi (arcivescovo di Bologna e presidente della CEI) e Jean-Claude Hollerich (arcivescovo del Lussemburgo).
In Asia, il cardinale Luis Antonio Tagle (“il Francesco d’Asia”) si contrappone al più tradizionale, ma non strettamente conservatore, Pierbattista Pizzaballa (patriarca latino di Gerusalemme).
90: il numero di voti necessari per l’elezione
Per essere eletto, un candidato deve ottenere almeno i due terzi dei voti dei cardinali presenti e votanti.
Con 135 elettori, la soglia da raggiungere sarà dunque 90 voti.
Le fasi della votazione
Il procedimento elettorale si articola in tre momenti:
- Ante-scrutinio:
- Si distribuiscono tre schede a ogni cardinale.
- Vengono scelti tre scrutatori, tre revisori e tre incaricati di raccogliere i voti degli eventuali infermi.
- Le schede, precompilate con la formula “Eligo in Summum Pontificem”, vanno completate indicando il nome del prescelto.
- Scrutinio:
- I cardinali piegano le schede, le pongono su un piatto e, dopo un ulteriore giuramento, le fanno scivolare nell’urna.
- Due scrutatori leggono a bassa voce ogni nome, un terzo lo proclama ad alta voce e infila la scheda su un filo.
- Dopo-scrutinio:
- Se nessuno raggiunge il quorum, si procede a un nuovo voto.
- Se viene eletto il nuovo Papa, tutte le schede, legate insieme, vengono immediatamente bruciate.
Nel primo giorno è prevista una sola votazione; nei giorni successivi possono avvenire fino a quattro votazioni al giorno (due al mattino, due al pomeriggio), salvo accordo raggiunto prima.
Sicurezza e riservatezza assolute
Durante il Conclave è vietato l’uso di cellulari, smartphone, tablet e di qualsiasi dispositivo elettronico.
I cardinali, ospitati nella Casa Santa Marta in Vaticano, sono isolati completamente dall’esterno, così come tutto il personale di servizio (cuochi, camerieri), vincolato a un severo giuramento di segretezza.
Le loro stanze verranno sigillate e le finestre oscurate.
La Cappella Sistina e le aree comuni saranno sottoposte a rigorosi controlli anti-spionaggio.
Dispositivi di intercettazione, trasmittenti o microspie verranno accuratamente esclusi da ogni ambiente.
Ogni giorno, i cardinali saranno condotti alla Sistina a bordo di un autobus dedicato, in un tragitto completamente isolato.
All’interno della Cappella, la votazione avverrà in silenzio assoluto, secondo l’antico cerimoniale. Dopo ogni scrutinio, non solo le schede, ma anche eventuali appunti, verranno bruciati per evitare che resti qualsiasi traccia del voto.


