Nel cuore di Corese Terra, frazione di Fara in Sabina, prende vita un progetto che unisce storia millenaria e natura incontaminata. Con l’iniziativa “I Fontanili di Cures”, realizzata nell’ambito del PNRR e finanziata dall’Unione Europea attraverso il programma Next Generation EU, è stato possibile recuperare e valorizzare un luogo che racconta le radici di Cures Sabini, antico centro della Sabina.
I fontanili restaurati
Elemento centrale del progetto è stato il restauro di tre fontanili storici, riportati alla loro funzione originaria grazie al ripristino delle sorgenti naturali. Queste fonti d’acqua, utilizzate per secoli da uomini e animali, oggi tornano a essere ecosistemi preziosi, habitat per anfibi, insetti, uccelli e piccoli mammiferi. Attorno ai fontanili si snodano i muretti a secco, testimonianza del sapere contadino che per secoli ha modellato il paesaggio sabino.
Natura e turismo sostenibile
Il progetto promuove un turismo lento ed enogastronomico, con percorsi naturalistici, visite guidate e picnic tra gli ulivi. Il cuore pulsante è il Parco degli Ulivi Secolari, dove alberi monumentali raccontano la storia del rapporto millenario tra uomo e natura. Un’area che permette di riscoprire i ritmi della terra e la ricchezza della biodiversità: fagiani, volpi, lupi, aquile e falchi popolano il territorio in armonia con l’ambiente circostante.
Storia e memoria della Sabina
Accanto alla natura, il progetto mette in luce l’importanza storica di Corese Terra. Qui si trovano reperti archeologici romani, resti di antiche ville e testimonianze medievali. Tra i luoghi simbolici ricordati dallo storico e cultore dell’olivo Oliviero Riggi, il monastero di San Pietro in Classicella, legato alla dinastia longobarda, e la chiesa di Santa Maria di Comunanza, unica sopravvissuta alla distruzione dell’omonimo castello. Un patrimonio che restituisce al territorio un’identità forte e condivisa.
Un invito a scoprire la Sabina
“I Fontanili di Cures” non è solo un progetto di recupero architettonico, ma un ponte tra passato e futuro. Come ricorda Riggi, “qui impari dalla natura, ascolti la storia e comprendi il valore del tempo negli ulivi secolari”. Un invito a scoprire la Sabina con rispetto e consapevolezza, valorizzando un patrimonio che unisce natura, cultura e paesaggio.


