Dante in luoghi insoliti, tra sport e letteratura
Portare Dante in spazi poco frequentati dagli incontri letterari è l’obiettivo della presentazione del saggio “Più ridon le carte – L’attualità del Canto XI del Purgatorio”, firmato da Antonio Capitano e Stefano Adami. L’iniziativa nasce dalla volontà di far dialogare la poesia dantesca con contesti quotidiani e territoriali, avvicinando il pensiero medievale alla sensibilità contemporanea attraverso metafore ancora riconoscibili e attuali.
L’appuntamento a Villalba di Guidonia
L’incontro è in programma il 23 gennaio alle ore 17.30 a Villalba di Guidonia, presso il Centro Sportivo Renato Scrocca, in via Pantane 11. Dopo i saluti introduttivi di Pietro Scrocca, Antonio Capitano presenterà il suo “breviario dantesco” in dialogo con l’artista e sportivo Antonio Crivellone, autore di un dipinto dedicato al Sommo Poeta dal quale è scaturita l’idea stessa dell’evento.
Il Canto XI del Purgatorio tra arte e storia
Il cuore dell’incontro è la rilettura del Canto XI del Purgatorio, interpretato come una riflessione sull’umiltà e sulla caducità della fama. Il testo viene messo in relazione con la storia dell’arte e della letteratura, richiamando l’arte della miniatura e gli avvicendamenti tra grandi figure, da Guinizzelli a Cavalcanti, fino a Dante, in una ideale “staffetta” fondata sul talento ma anche sulla consapevolezza della precarietà della gloria.
La metafora sportiva e la lealtà della competizione
Questa dinamica di successione tra maestri e allievi trova un parallelo efficace nel mondo dello sport, dove i campioni di ieri vengono spesso superati dai nuovi emergenti. Una competizione naturale che, come ricorda Dante nel suo ammonimento contro la superbia e la vana fama, deve restare leale e fondata su qualità autentiche, evitando scorciatoie, favoritismi o pratiche dannose come la delegittimazione dell’altro.
Una rilettura attuale tra umiltà e successo
In questa prospettiva si inserisce anche la sintesi proposta dalla Biblioteca Comunale e Archivio Storico “Piero Calamandrei”, che definisce il volume come “una stimolante rilettura dell’XI canto del Purgatorio sui temi della superbia e della fama. Decostruendo il testo e dando voce ai personaggi, gli autori attualizzano la riflessione su quanto effimero possa essere il successo, invitando all’umiltà”. Valori che trovano una naturale corrispondenza nello sport, inteso come palestra di educazione al rispetto, alla meritocrazia e a un agire corretto, dove il talento deve sempre accompagnarsi a etica e senso della misura.



