Dialetto sempre meno parlato nelle case italiane
Il dialetto perde spazio nelle famiglie italiane, mentre cresce l’uso dell’italiano e aumenta la diffusione delle lingue straniere. È quanto emerge dall’indagine Istat “L’uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere, anno 2024”, che fotografa un cambiamento profondo nelle abitudini linguistiche del Paese.
In quasi quarant’anni, l’uso esclusivo o prevalente del dialetto in famiglia si è ridotto di oltre due terzi: dal 32% nel 1988 al 9,6% nel 2024. Un dato che conferma una trasformazione culturale e sociale che attraversa generazioni e territori.
Cresce l’italiano nei contesti relazionali quotidiani
Parallelamente, aumenta la quota di chi parla solo o prevalentemente italiano. Nel 2024 quasi una persona su due (48,4%) utilizza l’italiano in tutti i contesti relazionali, un valore in crescita rispetto al 40,6% del 2015.
La tendenza risulta più accentuata nelle regioni centrali e settentrionali. Inoltre, le donne sono quelle che più frequentemente tendono a esprimersi in italiano.
L’Istat sottolinea che il quadro linguistico nazionale si è evoluto verso una crescente diffusione della lingua italiana, a scapito dei dialetti, con differenze nette tra i contesti di prossimità e quelli sociali più ampi.
Dialetto usato soprattutto tra famiglia e amici
Nonostante il calo, il dialetto resta presente, soprattutto nelle relazioni più strette. Circa quattro persone su dieci (42%) lo utilizzano in almeno un ambito relazionale, in forma esclusiva o alternata all’italiano.
L’uso è più frequente in famiglia (38%) e tra amici (35,5%), mentre scende al 13% nei rapporti con gli estranei.
L’uso esclusivo del dialetto è invece molto limitato: poco più di una persona su dieci (11,2%) lo utilizza solo o prevalentemente in almeno un contesto. La quota di chi parla dialetto in tutti gli ambiti relazionali è pari al 2,3% e riguarda soprattutto persone anziane.
Lingue straniere più conosciute, ma livelli ancora bassi
Accanto alla crescita dell’italiano, aumenta anche la conoscenza delle lingue straniere. Nel 2024 sette persone su dieci (69,5%) dichiarano di conoscere almeno una lingua straniera, con un incremento di 9,4 punti percentuali rispetto al 2015.
L’inglese si conferma la lingua più diffusa (58,6%), seguito dal francese (33,7%) e dallo spagnolo (16,9%).
Tuttavia, i livelli di conoscenza restano bassi: oltre la metà della popolazione (56,2%) dichiara un livello al massimo sufficiente della lingua straniera conosciuta meglio.
Un quadro linguistico che cambia senza essere alterato dall’immigrazione
L’Istat evidenzia che queste tendenze si confermano anche considerando esclusivamente la popolazione di lingua madre italiana. Negli ultimi dieci anni, infatti, la crescita della popolazione straniera non ha modificato i comportamenti linguistici osservati sul totale dei residenti.
Infine, circa una persona su dieci parla un’altra lingua in almeno un contesto relazionale. La quota varia in base alla lingua madre: è pari al 3,1% tra chi ha lingua madre italiana, mentre sale al 69,1% tra chi ha lingua madre straniera.
Tradizione e modernità nel nuovo panorama linguistico italiano
Nel complesso, i dati descrivono un Paese in cui l’italiano si consolida come lingua dominante nella vita quotidiana, mentre il dialetto resta confinato soprattutto agli ambiti familiari e amicali.
Allo stesso tempo, cresce l’interesse per le lingue straniere, pur con competenze ancora limitate. Un cambiamento che riflette l’evoluzione culturale dell’Italia tra tradizione, mobilità e nuove forme di comunicazione.
