Dopo le feste tornano sensi di colpa e propositi
La fine delle festività natalizie coincide spesso con un momento di bilancio personale che riguarda anche il peso corporeo. Brindisi e cene abbondanti lasciano spazio a sensi di colpa, accompagnati da propositi di inizio anno che ruotano intorno al dimagrimento rapido e a cambiamenti drastici dello stile di vita. Frasi come «devo perdere tre chili entro gennaio» o «da oggi niente carboidrati» diventano ricorrenti, soprattutto subito dopo l’Epifania.
Secondo gli esperti della piattaforma anti-bufale Dottore ma è vero che…?, curata dalla FNOMCeO, questo stato psicologico viene spesso intercettato e amplificato dal marketing delle aziende che operano nel settore delle diete e del benessere.
Il marketing delle diete e il rischio delle scorciatoie
Gli specialisti sottolineano come, in questo periodo dell’anno, molte campagne pubblicitarie siano costruite intorno al concetto di «nuovo anno, nuovo te». «In molti casi l’obiettivo non è promuovere salute ma fare profitti», spiegano gli esperti, evidenziando l’importanza di distinguere tra situazioni in cui una dieta è realmente utile e casi in cui può risultare non necessaria o addirittura pericolosa.
Farsi convincere ad avviare un regime alimentare restrittivo sulla base di uno spot o di un messaggio social può rivelarsi un errore. «La scelta di iniziare una dieta non dovrebbe essere presa a cuor leggero, basandosi solo sulle poche informazioni fornite da uno spot commerciale», avvertono i medici, ribadendo che ogni percorso alimentare dovrebbe essere concordato con il medico di famiglia o con uno specialista in scienze dell’alimentazione.
Quando la dieta può diventare un problema
Gli esperti richiamano l’attenzione sul fatto che alcune diete pubblicizzate non tengono conto delle condizioni di salute individuali. Regimi apparentemente innocui possono risultare inadatti in presenza di terapie farmacologiche o patologie specifiche. In altri casi, l’insistenza su modelli alimentari rigidi può «favorire lo sviluppo di un disturbo mentale», soprattutto in persone più vulnerabili.
A questo si aggiunge il problema delle fake news alimentari. Non sempre le affermazioni contenute nella pubblicità si basano su dati scientifici solidi. Viene citato, a questo proposito, uno studio sul marketing della dieta mediterranea in Spagna, che ha mostrato come molti prodotti etichettati come “mediterranei” non rispecchino affatto i criteri reali di questo modello alimentare.
Come difendersi dalle fake news sul cibo
Per proteggersi dal bombardamento di messaggi fuorvianti, gli esperti consigliano di sviluppare una maggiore consapevolezza critica. «È importante imparare a difendersi da questo assedio pubblicitario», spiegano, suggerendo di ridurre l’esposizione a contenuti che alimentano disagio rispetto al proprio corpo e di circondarsi invece di messaggi ragionevoli e inclusivi.
Rafforzare la rete di supporto, che può includere famiglia, medici, dietisti o terapeuti, rappresenta un ulteriore elemento di protezione, così come riflettere sui valori personali e sugli obiettivi di salute a lungo termine.
Come scegliere davvero la dieta giusta
La dieta è uno dei fattori che incidono maggiormente sulla salute. Numerosi studi dimostrano che una buona alimentazione è associata a una riduzione del rischio di malattie croniche e a un aumento dell’aspettativa di vita. Gli esperti ricordano che i benefici maggiori sono legati a regimi ricchi di frutta, verdura, pesce, semi e cereali integrali e poveri di carne rossa, grassi idrogenati e carboidrati raffinati.
Tuttavia, stabilire quale sia la dieta migliore in assoluto resta complesso. «Le diete associate a benefici per la salute sono perlopiù sovrapponibili», spiegano gli specialisti, citando revisioni scientifiche che hanno confrontato diversi modelli alimentari, dalla dieta mediterranea a quella vegana. In assenza di confronti a lungo termine ben strutturati, «le dichiarazioni circa la superiorità di una dieta rispetto alle altre sono esagerate».
Per questo motivo, se dopo le feste si sta valutando un cambiamento alimentare, il consiglio resta quello di farlo con gradualità e sotto supervisione medica, evitando scorciatoie e promesse irrealistiche.
