Disturbo d’ansia sociale: l’effetto Pigmalione

L’effetto Pigmalione, noto anche come “profezia che si autoavvera“, rappresenta un fenomeno in cui un pensiero o una convinzione di un individuo possiede il potere di influenzare il proprio comportamento e le proprie aspettative, contribuendo così a determinare ciò che originariamente si pensava.

Questo meccanismo si estende anche alle relazioni con gli altri, spesso agendo in maniera inconsapevole e potenzialmente dannosa, specialmente nei confronti dei bambini, i quali possono subire gli effetti di convinzioni negative.

Per evitare l’effetto Pigmalione, diventa cruciale considerare le aspettative che gli adulti nutrono nei confronti dei bambini, poiché queste hanno il potenziale di influenzarli positivamente o negativamente nel loro percorso educativo. Nell’ambito scolastico, è di vitale importanza che insegnanti e professori consapevolmente sfruttino l’effetto Pigmalione in modo positivo, credendo nelle potenzialità degli alunni e stimolandoli costantemente a dare il massimo, rafforzando così le loro capacità.

Va sottolineato che l’effetto Pigmalione non si limita solo alle prestazioni scolastiche, ma ha un impatto significativo anche nell’ambito relazionale. In particolare, l’incidenza crescente del Disturbo d’Ansia Sociale tra i giovani di oggi evidenzia l’importanza di gestire consapevolmente questo fenomeno.

Il Disturbo d’Ansia Sociale è caratterizzato da un profondo disagio e timore in situazioni sociali, con la costante paura di essere giudicati dagli altri, il timore di sembrare imbarazzati o ridicoli, e la preoccupazione di subire umiliazioni pubbliche. Le statistiche mostrano che la sua prevalenza negli Stati Uniti è del 7% negli adulti, mentre in Europa si attesta al 2,3%. Le donne sono generalmente più soggette all’ansia sociale rispetto agli uomini, soprattutto durante l’adolescenza e la giovinezza.

Le cause del Disturbo d’Ansia Sociale sono multifattoriali, coinvolgendo il temperamento individuale e la predisposizione genetica. Individui con una forte inclinazione a inibire comportamenti o influenzabili dal giudizio altrui sono maggiormente vulnerabili. Inoltre, i figli di genitori ansiosi hanno una probabilità più elevata di sviluppare il disturbo, ma la predisposizione genetica interagisce con l’ambiente circostante, il quale può mitigare o accentuare il rischio.

A cura di Dott.ssa Elena Quaranta

Associazione Culturale Chloe

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