
Donazioni di immobili: approvata la riforma che semplifica la circolazione e tutela gli acquirenti, Legge n. 182 (Legge Semplificazioni)
È stata approvata definitivamente la legge che riforma la circolazione degli immobili di provenienza donativa, una normativa attesa da oltre un decennio e fortemente promossa dal Consiglio Nazionale del Notariato. La misura, inserita nel Ddl Semplificazioni (articolo 44), mira a eliminare una delle principali criticità che per anni ha ostacolato il mercato immobiliare italiano e generato incertezze legali per chi acquista una casa donata.
Più certezza giuridica nella compravendita
Con l’entrata in vigore della nuova legge, chi acquista un immobile ricevuto tramite donazione potrà farlo con la certezza di non doverlo restituire in futuro, anche in caso di contestazioni da parte degli eredi legittimari.
In passato, infatti, la normativa prevedeva che gli eredi esclusi dalla donazione potessero avviare un’azione di riduzione non solo contro il beneficiario della donazione, ma anche contro i terzi acquirenti dell’immobile, richiedendo la restituzione del bene entro un certo periodo dopo la morte del donante. Questo meccanismo generava un significativo rischio per chi comprava una casa di provenienza donativa, con conseguenze anche sul valore di mercato dell’immobile e sulle possibilità di ottenere un mutuo.
Cosa cambia con la nuova norma
La riforma introduce un principio chiaro: non è più possibile per gli eredi legittimari agire contro i terzi acquirenti per chiedere la restituzione dell’immobile donato.
Tuttavia, la tutela degli eredi non viene completamente abolita: se un legittimario ritiene di essere stato leso nella sua quota di legittima, mantiene un diritto di credito nei confronti del donatario (cioè di chi ha ricevuto l’immobile in donazione), ma non può più colpire direttamente chi ha acquistato l’immobile in buona fede.
Questa distinzione è ritenuta fondamentale dagli operatori del diritto, perché preserva un equilibrio tra diritto successorio e sicurezza delle transazioni immobiliari.
Effetti concreti sul mercato immobiliare
La riforma è stata accolta con favore dal Notariato proprio per i suoi effetti concreti sulla circolazione dei beni immobili. Secondo i dati notarili più recenti, ogni anno in Italia vengono effettuate più di 200.000 donazioni di immobili, sottolineando l’importanza sociale ed economica della disciplina.
I principali effetti attesi includono:
Maggiore sicurezza per gli acquirenti: chi compra una casa donata non rischia più di perderla in futuro a seguito di una controversia ereditaria.
Accesso al credito facilitato: le banche saranno più propense ad accettare immobili di provenienza donativa come garanzia ipotecaria, potendo contare su una situazione giuridica più stabile.
Vantaggi per famiglie e giovani coppie: la certezza giuridica può favorire compravendite e mutui, soprattutto per chi è alla ricerca della prima casa.
Un traguardo dopo anni di attesa
La riforma rappresenta la concretizzazione di una proposta che il Notariato Italiano portava avanti da oltre 10 anni. Gli operatori del settore la definiscono una “svolta storica” per il mercato immobiliare nazionale, perché elimina una delle principali cause di incertezza che hanno per anni penalizzato la libertà negoziale dei cittadini e il corretto funzionamento delle transazioni immobiliari.
Una riforma che semplifica il mercato immobiliare
La nuova disciplina sulla circolazione degli immobili di provenienza donativa segna un passo importante verso una maggiore certezza del diritto e una semplificazione delle compravendite immobiliari. Sebbene mantenga la tutela degli eredi attraverso strumenti di credito verso il donatario, elimina gli ostacoli che per anni hanno reso complicata la compravendita di case donate, aprendo la strada a un mercato più dinamico, trasparente e sicuro.


