Un nuovo Policlinico Umberto I tra storia e rigenerazione urbana
Dal sistema dei padiglioni storici a un edificio unico articolato, pensato per concentrare degenze, pronto soccorso e servizi sanitari, il Policlinico Umberto I di Roma si prepara a cambiare volto. La proposta di rigenerazione architettonica e urbana è stata presentata l’8 gennaio all’Università Sapienza di Roma e segna un passaggio rilevante per il più antico policlinico d’Italia, la cui prima pietra risale al 1888. Il progetto è stato illustrato dalla rettrice Antonella Polimeni, insieme al presidente della Regione Lazio Francesco Rocca e al direttore generale del Policlinico Fabrizio d’Alba, alla presenza di rappresentanti istituzionali e accademici.
La proposta nasce dall’esigenza di superare l’attuale configurazione, composta da 51 edifici distribuiti su una superficie di circa 280mila metri quadrati, e di garantire un modello organizzativo moderno, in grado di sostenere il ruolo di struttura di eccellenza del Policlinico.
Il monoblocco e la riorganizzazione delle funzioni sanitarie
Nella prospettiva del nuovo Policlinico Umberto I, il progetto prevede la demolizione e ricostruzione di alcuni edifici e la completa riorganizzazione del fronte su viale dell’Università. Qui il nuovo e il preesistente formeranno un “monoblocco articolato”, destinato ad accogliere tutte le degenze, ad eccezione della pediatria che sarà organizzata come polo dedicato. All’interno del monoblocco troveranno spazio anche tutti i servizi di diagnosi e terapia, dal pronto soccorso al blocco operatorio, dalla diagnostica per immagini agli altri servizi diagnostico-terapeutici, oltre a un nuovo sistema di accoglienza.
Secondo quanto riportato nel progetto, questa configurazione consentirà una maggiore efficienza organizzativa e una migliore integrazione tra le diverse funzioni sanitarie, riducendo le criticità legate alla frammentazione attuale.
I padiglioni storici e il campus universitario integrato
Gli attuali padiglioni storici, che non saranno più destinati ad attività sanitarie, verranno riconvertiti in spazi a servizio della comunità universitaria e cittadina. Il progetto prevede aule studio, residenze per studenti, punti ristoro, spazi per il benessere e il fitness, oltre ad alloggi dedicati ai visiting professor. In questa prospettiva, l’area del Policlinico si trasformerà in un vero e proprio campus universitario integrato, con funzioni didattiche, amministrative e logistiche, affiancate da attività assistenziali di valenza territoriale.
La proposta punta così a rafforzare il legame tra clinica, formazione e ricerca, valorizzando il patrimonio storico esistente senza destinarlo più alle funzioni sanitarie.
Un investimento da 1 miliardo di euro con risorse Inail
La costruzione del nuovo Policlinico Umberto I sarà realizzata grazie alle risorse messe a disposizione dall’Inail, nell’ambito degli interventi urgenti di elevata utilità sociale nel campo dell’edilizia sanitaria. L’investimento complessivo ammonta a 1 miliardo di euro, rendendo l’Inail un attore chiave e decisivo del progetto.
Nel corso della presentazione è stato chiarito che i tempi di realizzazione e completamento non sono ancora definiti in modo puntuale, anche se il presidente Rocca ha indicato che la gara o l’affidamento potrebbero avvenire entro il 2026 e che i lavori richiederanno circa quattro anni, con l’obiettivo di arrivare al nuovo Policlinico tra la fine del 2030 e l’inizio del 2031.
Le dichiarazioni istituzionali durante la presentazione
Aprendo la presentazione, il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca ha affermato: “Oggi raccontiamo una storia di caparbietà, insieme alla rettrice e a tutte le realtà coinvolte siamo riusciti ad arrivare a questa proposta. Non è solo una presentazione astratta, ma un progetto che può partire”. Il direttore generale Fabrizio d’Alba, nel corso dell’incontro, ha sottolineato che “con questo progetto possiamo elevare gli standard di cura e assistenza”.
La rettrice Antonella Polimeni ha definito la giornata “importante e storica”, evidenziando come la proposta progettuale abbia ottenuto la convergenza operativa di tutti i principali soggetti coinvolti e come il progetto concili esigenze assistenziali, formative e di tutela del paesaggio e dei beni artistici e archeologici.
Gli interventi previsti e la trasformazione dell’area
Il progetto prevede una serie di interventi strutturali e urbanistici che interessano l’intera area del Policlinico. Oltre alla realizzazione del monoblocco, sono previste la pedonalizzazione del viale del Policlinico, la costruzione di un parcheggio interrato, l’organizzazione di spazi per la sosta e la percorrenza pedonale e la sostituzione dell’asfalto con pavimentazioni in pietra differenziate per distinguere le aree pedonali dalle corsie riservate alle ambulanze.
Particolare attenzione viene riservata al sistema del verde, con il potenziamento delle aree verdi interne ed esterne, e alla valorizzazione dei reperti archeologici attualmente interrati e non fruibili. L’intervento include anche la rimozione delle superfetazioni e il recupero dell’ordine morfologico originario del complesso, restituendo leggibilità all’impianto storico e rafforzando l’identità dell’area.
Continuità delle attività e aumento dei posti letto
Durante i lavori, come precisato dal presidente Rocca, non è prevista alcuna interruzione dell’attività sanitaria. “Non ci sarà nessuna interruzione delle attività o di chiusura del policlinico”, ha dichiarato, spiegando che solo una parte limitata degli edifici sarà interessata dagli interventi. Al termine dei lavori, i posti letto saliranno a 1.170, rispetto agli attuali circa 1.050, con un impatto positivo sull’offerta assistenziale.
Un progetto condiviso tra istituzioni
La proposta di rigenerazione architettonica e urbana è il risultato di un lavoro congiunto svolto all’interno di un Tavolo tecnico interistituzionale che ha coinvolto Regione Lazio, Sapienza, Roma Capitale, Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico Umberto I e Soprintendenza speciale Archeologia, Belle arti e Paesaggio di Roma. Questo percorso ha consentito di arrivare a una soluzione progettuale condivisa sia sotto il profilo tecnico sia strategico, formalizzata in una nota firmata dalla rettrice Polimeni e dal direttore regionale Salute e integrazione socio-sanitaria Andrea Urbani.


