L’Istituto D. Buzzati di Fonte Nuova è il fiore all’occhiello del territorio anche in materia di educazione fisica. Infatti, nel POF è inserito il corso di nuoto, a cui tutti i ragazzi partecipano durante l’ora di educazione fisica. Abbiamo intervistato il professore di educazione motoria, Antonio Tempesta, laureato triennale in scienze motorie e magistrale in management dello sport, con esperienza decennale allenando i bambini e i ragazzi in scherma e calcio.
Spesso l’educazione fisica è una disciplina sottovalutata, quanto è importante per gli alunni?
L’educazione fisica è fondamentale nelle scuole per vari motivi, che vanno oltre il semplice esercizio motorio.
Aiuta i bambini e i ragazzi a sviluppare forza, coordinazione, resistenza e flessibilità. In questo periodo storico, soprattutto dopo la pandemia, l’inattività infantile è in aumento e incoraggiare uno stile di vita attivo è essenziale per il benessere psicofisico dei ragazzi. L’attività motoria. Infatti, non solo migliora la condizione fisica, ma ha effetti positivi anche sulla salute mentale. Aiuta a ridurre lo stress, l’ansia e la depressione, promuovendo al contempo il benessere psicologico e la concentrazione.
Le lezioni di educazione fisica insegnano inoltre il lavoro di squadra, la cooperazione e la comunicazione. Attraverso gli sport e giochi di gruppo, i ragazzi imparano a rispettare le regole, a collaborare con i compagni e a gestire i conflitti in modo costruttivo.
Gli studenti apprendono valori importanti come la disciplina, la perseveranza e il rispetto delle regole. Inoltre, raggiungere obiettivi fisici o sportivi aumenta la fiducia in sé stessi e la consapevolezza delle proprie capacità.
Le esperienze positive nell’educazione fisica a scuola possono formare abitudini che durano tutta la vita. L’insegnamento dell’importanza dell’esercizio fisico e di una vita attiva può motivare i ragazzi a continuare a praticare sport o attività fisiche anche dopo la scuola. Numerosi studi dimostrano anche che l’attività fisica può migliorare le prestazioni accademiche, poiché stimola il cervello, migliorando le capacità cognitive, la memoria e l’attenzione.

L’ Ist. Dino Buzzati è un precursore nelle discipline motorie. Come si svolge l’attività?
L’attività a scuola è suddivisa in teorica e pratica; la parte teorica viene ovviamente svolta in classe, ma cerco di limitarla al minimo per non togliere ore di attività fisica che nella mia disciplina ritengo centrale. L’attività pratica si può svolgere nel cortile della scuola o nella stanza allestita all’interno dell’istituto. Una parte cruciale dell’attività fisica viene inoltre svolta nella piscina che la scuola ha messo a disposizione dei ragazzi;
La piscina offre numerosi benefici per i ragazzi di 11-14 anni, un’età cruciale per lo sviluppo fisico e mentale.
Come reagiscono gli studenti all’ attività svolta in piscina?
Il nuoto è un’attività che coinvolge tutti i principali gruppi muscolari, migliorando forza, resistenza, flessibilità e coordinazione. Essendo un esercizio a basso impatto, riduce il rischio di lesioni articolari, il che è particolarmente importante durante la crescita.
Quali benefici hanno?
Il nuoto aiuta a sviluppare una corretta postura, favorendo l’allineamento della colonna vertebrale e migliorando la coordinazione motoria, essenziale in questa fase di crescita.
Nuotare rafforza inoltre il sistema respiratorio e migliora la capacità polmonare.
Imparare a nuotare o migliorare le proprie abilità in piscina porta a un aumento della fiducia in sé stessi. Superare le sfide in acqua, come padroneggiare nuovi stili di nuoto o migliorare le proprie prestazioni, accresce il senso di autostima.
L’acqua ha un effetto rilassante e aiuta a ridurre lo stress e l’ansia. Per i ragazzi che affrontano cambiamenti fisici e pressioni scolastiche, il nuoto può essere un modo efficace per scaricare la tensione e rilassarsi.
Il primo impatto dei ragazzi con la piscina può variare molto a seconda delle loro esperienze precedenti, del loro livello di fiducia e del contesto emotivo. alcune possibili reazioni posso essere entusiasmo e curiosità, ma anche ansia o timore,
sensazione di inadeguatezza e
difficoltà di adattamento sensoriale.
queste reazioni vanno gestite attraverso il supporto emotivo, la
Creazione un ambiente divertente e inclusivo e soprattutto attraverso la gradualità delle lezioni e il conseguente rispetto dei tempi individuali.

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