Il convegno alla Sala Mechelli
Si è svolto nella mattinata di martedì 20 gennaio, presso la Sala Mechelli del Consiglio regionale del Lazio, il convegno dedicato alla Giornata del Rispetto dal titolo “Il rispetto cambia il finale. Sempre”, un appuntamento di riflessione sui temi del bullismo e del cyberbullismo, con particolare attenzione alla tutela dei più giovani. L’iniziativa, promossa dalla Presidenza del Consiglio regionale e dalla Monica Sansoni, Garante dell’Infanzia e dell’Adolescenza della Regione Lazio, ha registrato una partecipazione ampia di studenti, docenti, famiglie, rappresentanti delle istituzioni e professionisti.
Il ruolo delle istituzioni regionali
Ad aprire i lavori è stato il Presidente del Consiglio regionale del Lazio Antonello Aurigemma, che ha richiamato la necessità di considerare il rispetto come una vera e propria “materia di vita”, sottolineando come oggi basti un video o una foto per colpire una persona davanti a milioni di persone. Aurigemma ha inoltre ribadito l’impegno delle istituzioni regionali nel rafforzare i protocolli contro bullismo e cyberbullismo, coinvolgendo scuola e sport.
Nel corso dell’incontro sono intervenuti anche il Vicepresidente del Consiglio regionale Giuseppe Emanuele Cangemi, che ha annunciato un aggiornamento della normativa regionale per rispondere alle nuove sfide legate alla rete, e la Segretaria generale del Consiglio regionale Giosy Pierpaola Tomasello, che ha richiamato il ruolo delle istituzioni nella promozione di una cultura del rispetto, dell’ascolto e della responsabilità civile.
Prevenzione, scuola e forze dell’ordine
Tra gli interventi della mattinata, quello di Fabio Amore, dirigente del Distretto della Polizia di Stato “San Paolo”, che ha posto l’accento sull’importanza della prevenzione e della collaborazione tra famiglie, scuola e forze dell’ordine. Sono intervenuti anche Marina Terragni, Garante nazionale dell’Infanzia e dell’Adolescenza, in collegamento da remoto, Eleonora Apolloni, Presidente della Camera dei Minori e della Famiglia, e Marisa Aloia, psicologa, psicoterapeuta e perito giudiziario. Gli interventi hanno offerto ai ragazzi strumenti per riconoscere situazioni di disagio e indicazioni pratiche su come chiedere aiuto, ribadendo l’importanza di non restare spettatori passivi.
La testimonianza dei genitori di Paolo Mendico
Particolarmente intenso il momento dedicato alla testimonianza dei genitori di Paolo Mendico, il ragazzo di 14 anni che nel settembre scorso si è tolto la vita dopo continui episodi di bullismo. Le parole della madre Simonetta La Marra e del padre Giuseppe Mendico hanno profondamente colpito la platea, offrendo un racconto del dolore vissuto e un appello a non ignorare i segnali di sofferenza.
Un appello alla responsabilità condivisa
La giornata si è conclusa con la proiezione di un cortometraggio realizzato nel 2016 da un liceo classico e con un appello alla responsabilità condivisa tra famiglie, scuola e istituzioni. A chiudere i lavori, la Garante regionale Monica Sansoni, che ha dichiarato: “Non dobbiamo mai sottovalutare i segnali che arrivano dal mondo giovanile. Il rispetto significa attenzione, presenza e capacità di ascolto. Guardarsi indietro, non lasciare nessuno solo, soprattutto chi è più fragile, è una responsabilità che riguarda tutti: famiglie, scuola e istituzioni. Solo così possiamo davvero cambiare il finale, sempre”.


