Simone Nepa, da Monterotondo alla finale del Premio Caravaggio
Classe 1979, Simone Nepa è uno scrittore nato a Monterotondo, cresciuto a Roma e oggi residente a San Benedetto del Tronto. Dopo una vita trascorsa tra mestieri diversi – dal facchino al barista, dal corriere al cuoco – ha trovato nella scrittura il suo terreno più fertile, coltivato sin da giovane grazie alla passione per Hemingway, Carver e in seguito per Celine, Bukowski, Fante e Genna.
Nepa è tra i finalisti della IX edizione del Premio Caravaggio per la sezione Narrativa Edita – Raccolta Racconti, con il suo secondo libro Il precipizio delle cose sbagliate, pubblicato da Giovane Holden Edizioni.
Il precipizio delle cose sbagliate: racconti tra paura e visione
La raccolta si muove nel territorio dell’horror letterario, un genere che Nepa interpreta con una scrittura viscerale e sorprendente. Il libro si compone di racconti in cui il terrore prende forme antiche e contemporanee, insinuandosi nelle fragilità del presente.
Orrori brutali, suggestioni apocalittiche, riti oscuri e bar notturni abitati da figure sinistre: Il precipizio delle cose sbagliate è un viaggio nel lato oscuro dell’immaginario, tra esorcismi estremi e banchetti inquietanti, fino a mondi dove il confine tra realtà e incubo si assottiglia.
Ogni racconto è costruito con una scrittura impetuosa e originale, che rifugge gli schemi classici del genere per contaminarli e superarli, lasciando il lettore in bilico tra stupore e inquietudine.
“Una bella soddisfazione, soprattutto per l’horror”
L’autore ha commentato così il traguardo raggiunto:
“Un’altra bella soddisfazione… La mia seconda opera è stata selezionata tra i finalisti del Premio Caravaggio. Soddisfazione doppia visto che si tratta di racconti horror…”
Una passione, quella per l’horror, che Nepa coltiva da sempre e che oggi lo porta a essere tra i protagonisti di uno dei concorsi letterari più interessanti del panorama nazionale.


