Il quadro nazionale e gli effetti nel Lazio
Il Rapporto Bes 2024 dell’Istat conferma che l’Italia resta un Paese longevo, con un’aspettativa di vita pari a 84,1 anni contro gli 81,7 dell’Unione europea. Tuttavia il Lazio, pur muovendosi in linea con i dati nazionali, risente delle stesse criticità legate al rischio di povertà, che in Italia interessa il 18,9% della popolazione, contro il 16,2% della media Ue. Il territorio regionale presenta ampie differenze interne e risente delle fragilità economiche già evidenziate nel contesto nazionale.
Povertà e disuguaglianze: l’impatto sul reddito nel Lazio
La performance italiana nel campo del benessere economico risulta peggiore rispetto alla media europea e tale quadro si riflette anche nel Lazio, dove la pressione sul reddito delle famiglie rimane significativa. Il rapporto ricorda che la disuguaglianza del reddito netto è pari al 5,5% in Italia, mentre nell’Ue si attesta al 4,7%. Sebbene il divario tra i redditi più alti e quelli più bassi si sia ridotto nel lungo periodo, il Lazio continua a registrare fasce di popolazione esposte a fragilità economiche strutturali.
Lavoro e occupazione: i divari che penalizzano il territorio
Sul versante del mercato del lavoro, l’Italia mostra un tasso di occupazione del 67,1%, inferiore di 8,7 punti rispetto alla media Ue27. Il Lazio rientra nelle regioni che più risentono delle difficoltà di accesso al lavoro stabile, con una pressione marcata soprattutto sulle donne, in linea con il dato nazionale che vede il tasso femminile fermo al 57,4% contro il 70,8% europeo. Anche la qualità dell’occupazione resta un tema aperto, influenzando direttamente il rischio di povertà regionale.
Istruzione e competenze: l’Italia in coda e il Lazio non fa eccezione
Il rapporto indica che solo il 31,6% dei giovani italiani tra 25 e 34 anni è laureato, contro il 44,1% dell’Ue27. Il Lazio mostra valori migliori della media nazionale, grazie alla concentrazione di atenei e centri di ricerca, ma resta comunque sotto la soglia europea. Anche la quota di lavoratori impiegati nelle professioni scientifico-tecnologiche è inferiore di 7,4 punti rispetto alla media continentale. Questi divari incidono sulla competitività regionale e sulla capacità di attrarre occupazione qualificata.
Indicatori positivi: sicurezza e costo dell’abitazione
Nonostante le criticità, il Lazio beneficia di alcuni indicatori favorevoli. L’Italia presenta un tasso di omicidi tra i più bassi d’Europa, pari a 0,6 ogni 100.000 abitanti, e il sovraccarico del costo dell’abitazione risulta inferiore di 3,1 punti rispetto alla media Ue. Questi dati si riflettono positivamente anche sulla qualità della vita regionale, contribuendo a mantenere condizioni di relativa stabilità sociale.
Un bilancio complesso tra benessere e fragilità
Il confronto complessivo con i 39 indicatori europei mostra una situazione migliore per 11 indicatori e peggiore per 18. Il Lazio si colloca nella stessa fascia di complessità, combinando livelli di longevità elevata, un buon sistema di cure e alcuni elementi di fragilità economica e occupazionale. La lettura integrata dei dati conferma quindi la necessità di politiche mirate, soprattutto nei settori dell’istruzione, del lavoro qualificato e del sostegno alle famiglie più vulnerabili.


