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La neve come risorsa a Palombara Sabina e dintorni

Oggi può sembrare incredibile, ma per secoli la neve è stata una risorsa fondamentale per le comunità di Palombara Sabina e dei territori limitrofi come Moricone, Nerola, Montorio Romano e Monteflavio. Non si trattava solo di un elemento naturale, ma di un vero e proprio bene economico, utilizzato e commerciato con la città di Roma.

Questa antica pratica, poco conosciuta ma affascinante, è profondamente intrecciata con la storia locale e con il culto della Madonna della Neve, molto venerata a Palombara Sabina.

I “nevaioli” dei Monti Lucretili

Durante i mesi invernali, la neve veniva raccolta sui monti Pellecchia e Gennaro, nel cuore dei Monti Lucretili. Qui esistevano grandi pozzi e fosse chiamate “neviere”, scavate nel terreno e isolate con paglia e pietre, che permettevano di conservare la neve per lunghi mesi.

Con l’arrivo dell’estate, la neve veniva trasportata a valle e poi fino a Roma, dove era utilizzata per:

Il commercio della neve era così organizzato da essere gestito da vere e proprie compagnie, con regole precise e manodopera specializzata.

Dalla neve alla devozione: la Madonna della Neve

madonna della neve palombara sabina
Madonna della Neve (dipinto) di Antonio da Viterbo (attribuito) (sec. XV), Palombara Sabina, RM

Secondo la tradizione storica locale, proprio i commercianti della neve avrebbero fatto edificare, intorno al 1314, una piccola edicola sacra dedicata alla Madonna della Neve a Palombara Sabina.

La devozione si diffuse rapidamente tra la popolazione e nei paesi vicini, diventando uno dei culti più sentiti del territorio. Ancora oggi, il 5 agosto, Palombara Sabina celebra la festa della Madonna della Neve con una solenne processione, richiamando fedeli e visitatori.

Il culto si ricollega anche al celebre miracolo della nevicata estiva a Roma, legato alla basilica di Santa Maria Maggiore.

Una curiosità che unisce storia, fede e territorio

La tradizione dell’uso e del commercio della neve racconta molto più di una semplice attività economica: parla di ingegno umano, di adattamento all’ambiente montano e di un profondo legame tra vita quotidiana e spiritualità.

A Palombara Sabina, la neve non era solo freddo e fatica, ma un segno di protezione divina, tanto da ispirare uno dei culti mariani più importanti della Sabina.

Fonte

Questo articolo è stato realizzato sulla base delle informazioni storiche contenute nell’articolo:

Il culto della Madonna della Neve a Palombara Sabina”
di Sara Alessandrini, Catholic Travel Blog – Itinerari Religiosi.

Fonte originale: Catholic Travel Blog – Sara Alessandrini

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