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Le ventisette sveglie di Atena Ferraris: ironia e ADHD

Un romanzo tra mistero, ironia e neurodiversità

«Nicola, stai buono», gli dice sua madre, che sta uscendo dall’ascensore con lo zainetto del figlio su una spalla. L’Eufemismo si chiama Nicola. Perché naturalmente ha anche un nome normale. Solo io lo chiamo Eufemismo, nella mia testa. Sta per Bambino Molesto. Ma è molto più che semplicemente molesto: da qui, l’Eufemismo. A volte è la Rima (Odioso Moccioso), quando proprio tira troppo la corda l’Allitterazione (Maledetto Marmocchio). Servirmi della sua irritante persona per ripassare le figure retoriche mi aiuta a tollerarlo.

«Ed essere AuDHD è particolarmente destabilizzante, perché è come – uh – come avere nella testa, insieme, un gatto siamese che ha bisogno di non essere disturbato, e un golden retriever che vorrebbe correre dietro a ogni farfalla che passa.»

La lettura di questo libro di Alice Basso è stata una piacevole sorpresa. Non avevo mai letto nulla di questa scrittrice che aveva già avuto un grande successo in termini di vendita con i romanzi di Anita Bo. Si mescolano in questo libro diversi generi letterari: potrebbe essere un giallo – perché in fondo c’è un mistero da scoprire – così come un libro molto ironico, ma anche un libro che parla della sindrome dell’ADHD, di cui si sente parlare sempre più frequentemente anche nelle scuole.

Chi è Atena Ferraris

La protagonista, Atena Ferraris, è una ragazza stravagante e decisamente alternativa nel modo di vestire e nelle modalità di approccio alle persone, inizialmente quasi nulla. Il suo lavoro è curare una rivista di enigmistica, dove è lei stessa a creare enigmi: il lettore stesso verrà invitato durante la lettura a risolvere alcuni stuzzicanti quesiti misteriosi. Per scandire le cose da fare durante la sua giornata ha bisogno di ventisette sveglie!

Atena ha un fratello gemello attento e premuroso, Febo, scrittore in crisi che per vivacizzare le sue serate si iscrive ad una scuola di magia. Ma finisce in un intrigo misterioso tanto da chiamare in suo soccorso Anita, dotata di una straordinaria capacità di vedere dei dettagli nell’animo delle persone. La vicenda si sviluppa in una trama vivace e ricca di spunti divertenti, dove Atena applicherà alcune tecniche investigative apprese dalla lettura dei libri di Agatha Christie.

L’autismo femminile al centro della narrazione

Durante la storia ci sono delle pagine molto tenere in cui si sente la voce della mamma di Atena descrivere qualcosa del suo essere. Una frase in particolare mi ha colpito:

Siamo tutti diversi, e quindi nessuno è diverso. Anzi: siamo tutti diversi, e quindi nessuno è strano. Non c’è niente di strano nell’essere diversi. La vera stranezza è non essere strani.

Al di là dell’ottima trama e della scorrevolezza della lettura, Le ventisette sveglie di Atena Ferraris punta i riflettori su un tema importante, come quello dell’autismo femminile. La routine rigida della giornata di Atena, le sveglie che scandiscono la sua giornata, sono quelle che la gente comune confonde come “stranezze”. Invece il tema è più complesso e l’autrice riesce con semplicità e chiarezza a toccare un argomento così delicato.

Una lettura che fa riflettere

È un libro che consiglio. L’autrice è stata capace di stimolare diversi spunti di riflessione senza trascurare la leggerezza e l’ironia.

Chi è Andrea Gironda

Andrea Gironda nato a Roma nel 1974, vive a Monterotondo. Dal 1999 è un  insegnante di scuola primaria e scrittore. Ha pubblicato nel 2017 il libro “Anche i pidocchi vanno in Paradiso” (TS Edizioni) con la prefazione di Susanna Tamaro, libro tradotto anche in francese e portoghese. Nel 2020 pubblica “Chiedetelo ai vostri bambini” (Ancora Edizioni) e nel 2024 “Genitori rilassati cercasi” (TS Edizioni).

Ha curato una rubrica per il sito BibbiaGiovane dedicato al mondo della scuola e dal 2005 cura il suo sito www.andreagironda.it “perché la vita merita di essere raccontata” offrendo spunti di riflessione su tematiche pedagogiche, di attualità e di vita, oltre a del materiale didattico.

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