L’esposizione nelle ex carceri di Rocca Colonna
La mostra “Meravigliose Idiosincrasie” di Stefano Ferraro sarà inaugurata sabato 6 dicembre alle 17:00 a Castelnuovo di Porto, negli spazi delle ex carceri di Rocca Colonna. L’ambiente storico accoglierà un percorso artistico basato sull’uso di materiali di recupero, trasformati dall’autore in opere che interpretano contrasti, sentimenti e reazioni. L’esposizione resterà visitabile fino al 6 gennaio 2026, con il patrocinio del Comune di Castelnuovo di Porto e la collaborazione del blog locale Vento Narrante.
Il percorso artistico tra contrasti e trasformazioni

L’allestimento propone un viaggio emotivo costruito attorno a ciò che l’artista definisce “una curiosità mai ammaestrata”. La mostra insiste sul valore delle dissonanze, individuando forme di bellezza anche in oggetti scartati. Pedane che diventano angeli e tavolini destinati al macero che assumono nuove narrazioni interpretano una continua ricerca di trasformazione. L’obiettivo è coinvolgere i visitatori tramite un dialogo visivo che alterna luce, materia e tensioni creative.
Il ruolo delle collaborazioni e gli orari di apertura
La rassegna è organizzata insieme a Vento Narrante, che cura anche la comunicazione dell’evento attraverso l’addetta stampa Patrizia Piga. La sede espositiva, in piazza Vittorio Veneto, sarà aperta dal martedì al venerdì dalle 10:30 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Nel fine settimana, così come nelle giornate dell’8 dicembre e del 6 gennaio, l’orario sarà continuato dalle 10:30 alle 19:00. La mostra resterà chiusa il 25, 26 e 31 dicembre e il 1° gennaio.
Un viaggio nella bellezza delle contraddizioni
La proposta artistica di Ferraro punta a creare un ambiente immersivo che richiama sensazioni e contrasti, permettendo allo spettatore di muoversi tra opere capaci di evocare fragilità e riscatto. Ne emerge un percorso estetico costruito sulla volontà di “trovare la bellezza anche laddove l’esteta più puro distoglierebbe lo sguardo”, come indicato nella presentazione ufficiale. La mostra invita così il pubblico a esplorare nuove forme espressive attraverso un linguaggio che unisce materia, emozione e memoria.