Il 2024 ha in programma importantissimi appuntamenti elettorali, sia a carattere nazionale che locale. Tutto sarà concentrato nell’election day dell’8 e 9 giugno p.v. quando a Monterotondo, ma anche nel resto del Paese, gli italiani saranno chiamati a rinnovare i propri rappresentanti in Europa e, nel caso della città eretina, ad eleggere i nuovi rappresentanti a Palazzo Orsini.
Le europee rappresentano uno snodo davvero importante per il futuro dell’Italia, in quanto, mai come in questa occasione, le maggioranze potrebbero pesantemente rimescolarsi rispetto a quelle conosciute per almeno un decennio. Se questo è il quadro nazionale, ad oggi si scaldano i motori delle candidature. I big dei maggiori partiti sono ancora indecisi sul da farsi, ad eccezione di Matteo Renzi che ha già ufficializzato la propria candidatura.
Ma nel sottobosco della politica c’è grandissimo fermento. Ogni partito correrà per se, quindi sarà un test anche all’interno delle singole coalizioni. Con uno sguardo più attento alla Regione Lazio, rimane in standby la decisione dell’ex Segretario PD Zingaretti, costretto, in questo weekend a commentare con amarezza la fuoriuscita pesantissima dal partito di Massimiliano Smeriglio. Nel campo opposto prende quota la candidatura della sorella della premier Meloni, Arianna.
Il Movimento Cinque Stelle dovrebbe puntare sulla figura di Casalino. Questo il quadro, ancora molto fluido, che si delinea per le elezioni europee, mentre guardando più da vicino le Amministrative di Monterotondo, ufficializzata dal PD la scorsa settimana la ricandidatura di Varone, si attende la convergenza sulla figura dell’attuale Primo Cittadino, sia degli altri partiti del Centro-Sinistra che anche del Movimento Cinque Stelle (da non dare comunque assolutamente per scontato). La composizione del campo largo sarebbe per Monterotondo la vera ed assoluta novità politica.
Nel campo del Centro-Destra ancora tutto tace. L’ambizione è quella di fare sintesi attorno ad un candidato autorevole che possa strappare la città alla controparte, cosa che avrebbe del clamoroso essendo da sempre un fortino rosso. Sullo sfondo, per i partiti tradizionali, rimane il confronto con le tante realtà del civismo molto attive in città e che potrebbero apparentarsi all’uno o all’altro candidato solo in base ai rispettivi programmi.
Si gioca ancora a carte coperte e chissà chi avrà in mano quella davvero vincente. In questo scenario che rintraccia davvero pochissime certezze, il vero punto nodale sarà quello di stimolare l’interesse degli elettori, perché su un aspetto sono tutti d’accordo, la necessità di portare a votare quanti più elettori possibili, riducendo quanto più possibile l’astensionismo tanto per le europee, quanto per le amministrative.
A cura di Vito Palanga



