I giovani e il lavoro: a Monterotondo un dialogo necessario tra scuola e imprese

Grande successo per il convegno “I giovani e il lavoro” che si è svolto mercoledì 9 aprile nella zona industriale di Monterotondo Scalo.

L’evento, organizzato dall’Ufficio di Pastorale Sociale e del lavoro della Diocesi Sabina Poggio Mirteto e dal Consorzio CAIMO di Monterotondo, patrocinato dal Comune di Monterotondo, ha visto la partecipazione di decine di giovani provenienti dalle scuole superiori di Monterotondo che hanno incontrato gli imprenditori della zona industriale, mettendo insieme sinergie e visioni del futuro.

Il convegno, presentato dal giornalista Ramiro Baldacci, si inserisce nel percorso di formazione all’impegno politico e sociale che l’Ufficio Diocesano di Pastorale Sociale e del Lavoro ha organizzato con gli istituti superiori di Monterotondo. Il percorso, che si svolge una volta al mese al centro parrocchiale di Gesù Operaio, quest’anno ha affrontato il tema dell’Intelligenza artificiale in tutte le sue declinazioni. Un appuntamento pensato per fare incontrare mondo della scuola, imprenditori e istituzioni, con protagonisti assoluti gli studenti.

Ad aprire il convegno è stato il sindaco Riccardo Varone, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Il binomio giovani-lavoro è fondamentale per un’amministrazione che vuole progettare servizi pubblici adeguati. Non possiamo limitarci a interessarci del problema: dobbiamo valorizzarlo e incentivarlo.” Varone ha ricordato l’impegno del Comune in ambito formativo, evidenziando l’importanza del centro professionale di Monterotondo e auspicando maggior tutela anche nei tirocini: “Un tirocinio non può essere fare le fotocopie o portare il caffè. Deve essere un’esperienza reale che valorizza competenze e costruisce carriere.”

Il presidente del CAIMO, Ubaldo Del Broccolo, ha portato il punto di vista delle oltre 330 imprese del consorzio: “Le imprese oggi chiedono sempre più specializzazioni. Manca manodopera qualificata: saldatori, tornitori, artigiani. A voi ragazzi dico: specializzatevi, con la mente nel mondo e il cuore a casa.” Il suo invito si è trasformato in un appello concreto alla collaborazione tra istituzioni e aziende per costruire percorsi formativi efficaci e coerenti con la realtà del territorio.

Il lavoro visto dai ragazzi

Protagonisti del pomeriggio sono stati anche gli studenti delle scuole superiori di Monterotondo: Liceo Catullo, Istituto Cardano e Istituto Frammartino. Tre video realizzati interamente da loro hanno raccontato in chiave critica, ironica e personale il mondo del lavoro, sollevando interrogativi veri e condivisi.

Nicole, studentessa del Catullo, ha posto la domanda che ha fatto riflettere tutti: “È il mondo del lavoro che deve saper cogliere i giovani o sono i giovani che devono saper cogliere il mondo del lavoro?”

Roberto Zanni, del Cardano, ha raccontato: “Io studio elettronica, e anche se andrò all’università, so che è importante avere competenze pratiche, reali, per poter lavorare. Siamo noi la classe dirigente del domani, e dobbiamo costruirci solide basi.”

Tommaso e Alessia, dell’Istituto Frammartino, hanno invece presentato un cortometraggio ironico su come non affrontare un colloquio di lavoro. “Abbiamo voluto mostrare gli atteggiamenti sbagliati: l’egocentrico, l’insicuro, lo sfaticato. Perché si parte anche dagli errori per imparare.”

L’etica del lavoro e il valore dell’impresa

Centrale l’intervento di Benedetto Delle Site, presidente nazionale dei Giovani UCID, che ha proposto un’analisi approfondita e provocatoria. “Nel nostro Paese non manca il lavoro: manca l’incrocio tra domanda e offerta. Troppi mondi – scuola, famiglie, imprese – non si parlano. E invece serve un nuovo patto educativo e produttivo.”

Richiamandosi alla figura di Adriano Olivetti, Delle Site ha spiegato: “Olivetti riconosceva il congedo di maternità prima ancora che fosse legge. Costruiva biblioteche e asili per i suoi operai. Perché l’impresa non è solo profitto: è responsabilità sociale, è vocazione.” E ha aggiunto: “Noi imprenditori da soli non ce la possiamo fare. Dobbiamo dialogare con lavoratori, famiglie e comunità. Solo così il futuro si costruisce davvero.”

Ha poi invitato i giovani a mettersi in gioco: “Non abbiate paura di sbagliare. Scommettete su voi stessi. La vocazione la si scopre vivendo.”

Testimonianze e messaggi per il futuro

A chiudere il convegno, le testimonianze di chi quel passaggio dalla scuola al lavoro lo ha già compiuto. Pierfrancesco Leli, oggi risk manager di Ferrovie dello Stato, ha raccontato: “Avevo iniziato in banca, poi mi sono reso conto che non era la mia strada. Ho bussato alla porta del mio attuale dirigente e gli ho detto: ‘Voglio lavorare con te.’ A volte serve anche un po’ di faccia tosta, ma bisogna provarci.”

Il suo consiglio agli studenti è stato semplice e diretto: “Trovate un obiettivo, mettetelo a fuoco. Miglioratevi sempre. E non abbiate paura di sognare in grande, ma siate pronti a lavorare duro per quei sogni.”

Il convegno si è concluso con un applauso corale, e con la consapevolezza che la sfida dell’occupazione giovanile passa per il coraggio di mettersi in dialogo. Tra scuola e impresa, tra sogni e realtà, tra il desiderio di futuro e la concretezza del presente.

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