Domenica scorsa, il Circolo Writer Monkey di Monterotondo è stato il palcoscenico di un evento ricco di significato e di profondo impegno sociale. Grazie al sostegno del collettivo “Unite nella diversità”, insieme a Veronique Viriglio, la giornata è stata scandita da momenti intensi e coinvolgenti.

Il cuore dell’evento è stato indubbiamente la presentazione di “Messages from Gaza“, opera dell’autrice Ilaria Giovinazzo. Questo lavoro, più che una semplice raccolta di parole, rappresenta un grido di dolore e di protesta, un appello alla fine delle violenze e delle ingiustizie che affliggono la popolazione di Gaza. Attraverso le parole di Mona Ameen, una voce che si leva dall’incubo quotidiano del conflitto, il messaggio arriva potente e chiaro: è giunto il momento di dire basta.
Ilaria Giovinazzo ha letto gli scritti di Mona, portando alla luce la sua storia e quella della sua famiglia, segnata dall’orrore degli attacchi e dalla perdita di un membro a causa della violenza indiscriminata. Ma dietro queste parole, c’è la forza di una comunità che si unisce, di individui che si ergono per difendere i diritti umani e per dare voce a chi è stato privato di essa.
L’evento ha visto anche la partecipazione di Francesca Mei dell’ANPI di Monterotondo e Noemi Colombo, attivista per i diritti umani. È stato un momento di condivisione e di riflessione, in cui le voci di coloro che lottano per la giustizia si sono unite in un coro di speranza e di determinazione.
Con il patrocinio del Comune di Monterotondo, l’evento ha rappresentato un importante momento di sensibilizzazione e di mobilizzazione. Oltre alle letture di Ilaria Giovinazzo, l’accompagnamento di Paola Calizza e Agostino Franchi ha arricchito ulteriormente l’esperienza, offrendo uno spazio di riflessione e di dialogo aperto a tutti.
In un mondo segnato da divisioni e conflitti, eventi come questo ci ricordano che c’è ancora speranza. È attraverso la solidarietà e l’impegno che possiamo costruire un futuro migliore, in cui ogni voce abbia il diritto di farsi ascoltare e ogni individuo possa vivere in pace e dignità.
“Per le persone di Gaza. Per i bambini. Ho pianto il mio senso di colpa, l’umanità in cui non voglio riconoscermi, e so che da adesso con voi posso dare una mia risposta, e ottenere forse un po’ della mia assoluzione” – scrive in un post Ilaria Agostini.
A cura di Alessio Castigliani
Immagine copertina di Stefano Sabbatini