Continua a comporsi il puzzle delle candidature a Sindaco di Monterotondo in vista delle Amministrative del prossimo giugno. Il Movimento 5 Stelle si compatta sul nome di Angelo Capobianco, una candidatura solitaria, che anche nella città eretina, come del resto un pò dappertutto, dimostra il naufragio (per lo meno al primo turno) del possibile campo largo.
Nel caso di specie certamente non si tratta di un regalo alle destre cittadine, ancora lontanissime dal trovare una sintesi su un nome condiviso (voci filtranti dalle segreterie dei partiti parlano addirittura di spaccature che porterebbero a candidature separate) con il rischio di vanificare una possibile vittoria, che mai come in questo periodo storico sembrerebbe alla portata.
La discesa in campo di Capobianco, tuttavia, a meno di clamorose sorprese, dovrebbe aprire la strada al turno di ballottaggio. Difficile oggi ipotizzare oggi un candidato al 50% più uno delle preferenze già al primo turno. Certo sarà tutta da verificare la partecipazione al voto, vero ago delle bilancia e spauracchio per ogni candidato.
Non dimentichiamoci, infatti, che anche nel recente San Remo si è fatto un appello al voto, anche perché le prossime elezioni amministrative si svolgeranno in concomitanza con le Europee. L’eventuale partita del ballottaggio segnerà certamente un secondo tempo interessantissimo, con possibili apparentamenti che potrebbero ridisegnare la geografia politica di Monterotondo.
Ad oggi, tuttavia, la sola certezza è che Capobianco ha gettato il guanto di sfida al Sindaco uscente Varone e che l’alleanza centro-sinistra – M5S non ha trovato terreno fertile nella città che da sempre è roccaforte (ultimamente un pò scricchiolante) rossa. Quindi più che comporsi, in questo caso il puzzle si è ulteriormente scomposto, sempre in attesa di altri, sicuri candidati alla conquista di Palazzo Orsini.

A cura di Vito Palanga


