MONTEROTONDO – Scuola, cibo e solidarietà con la Comunità di Sant’Egidio. Una rappresentanza di Monterotondo tra i rifugiati di Cipro, qui tra gioco e studio si educa alla pace. Insieme per co-creare la consapevolezza di un mondo migliore

Giovedì 25 luglio, ha aperto le sue attività la Tenda dell’Amicizia nel campo profughi e richiedenti asilo di Pournara, adibito per il primo ingresso e le registrazioni dei migranti. Partecipe di questa missione dedicata alla cura e all’accoglienza, anche una rappresentanza di Sant’Egidio Monterotondo.

Giorni di piena estate all’insegna della solidarietà, dell’amicizia e la gioia al servizio di chi ne ha bisogno. Mano nella mano con quegli stessi sguardi che vanno ben oltre un’idea, che insieme sono cosa viva e plasmano speranza. Fino alla fine di agosto volontari da diversi paesi europei saranno presenti sul campo, per non dimenticare chi si è fermato alle porte del nostro continente fuggendo da guerre e violenza.

Grande attesa per la riapertura del Ristorante dell’Amicizia, che si trova all’interno del campo, ma con un ambiente del tutto diverso: all’ombra di un tendone, per ripararsi dalle temperature davvero elevate, ogni giorno centinaia di persone si siedono attorno a tavoli apparecchiati e colorati, decorati con segnaposti di fiori. In questo modo – a differenza di ciò che accade ordinariamente – famiglie con bambini, minori non accompagnati, donne sole, alcune incinta, possono mangiare serenamente, serviti da volontari della Comunità, accompagnati da un sottofondo musicale e parole di conforto di chi con amore ascolta le loro storie.

Nonostante le varie politiche internazionali restrittive, la Sant’Egidio rinnova con fede e determinazione il suo impegno umanitario con la Tenda dell’Amicizia per il terzo anno consecutivo in questa terra segnata dal dolore e dai soprusi del genere umano, donando supporto principalmente nei campi profughi di Pournara e Kofinou.

Attività concrete nei punti base e in altre strutture di accoglienza per i profughi presenti nell’isola, con una particolare attenzione ai minori non accompagnati, attraverso la Scuola della Pace, corsi di lingua inglese e italiano.

Una scuola, la Scuola della Pace, fatta di bambini di diverse nazionalità segnati dalla sofferenza che giocano tra loro uniti da un sorriso, di mamme e papà che accantonano per un momento la drammaticità della loro vita per scherzare e scambiare battute con i volontari. Colori, mani calde e capelli scomposti al profumo di ali stropicciate ma non spezzate. Possibile tutto questo, grazie al coraggio del cuore.

Le giornate si concludono con balli e canti tutti insieme avvolti da un’armonia quasi inverosimile. Un inno alla vita, all’integrazione e all’inclusione del genere umano da togliere il fiato di gioia. 

Migranti dalla Siria, Afghanistan, Somalia, Iran, Kurdistan, qualcuno dal Congo. Presenti anche dei ragazzi sudanesi, ex studenti universitari di Khartoum, scappati dalla capitale, ormai invivibile per la guerra. La scuola d’inglese anche in vista di questo sta vedendo un altissimo numero di partecipanti.

Numerosi a Cipro i minori non accompagnati, accolti negli “shelter” disseminati in diverse località dell’isola. Anche con loro attività, gite, momenti di incontro e di animazione.

Quest’anno l’intervento solidale si è esteso anche alla Buffer Zone, quella stessa terra di nessuno tra i confini dell’isola divisa, con la possibilità di visitare alcuni di loro migranti ivi bloccati. Si tratta della zona cuscinetto che separa la parte nord dell’isola, la Cipro “turca” dalla repubblica di Cipro, la parte europea. È una sorta di terra di nessuno, controllata dai Caschi blu dell’ONU.

Per chi ci resta invischiato, non essendo riuscito a passare la frontiera, si apre uno scenario desolante. La Comunità sta cercando di fare il quanto più possibile per loro.

Come un fiore che nasce dall’asfalto, ecco il senso di famiglia che si respira tra i volontari della Comunità e i migranti, “insieme” è straordinario e per nulla scontato. Il valore di Sant’Egidio si costruisce nella collettività condivisa, un giorno alla volta, una persona alla volta. Cura e dedizione portate avanti con dignità e innumerevole passione sono alla base per poter operare nella salvaguardia dei diritti umanitari internazionali con la visione vigile di una pace duratura.

Siamo tutti figli di uno stesso cielo.

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