
Il 2026 si apre con uno scenario articolato per chi intende acquistare casa ricorrendo a un mutuo. Le previsioni indicano una graduale risalita dei tassi di interesse, ma anche l’arrivo di una novità normativa che potrebbe favorire le compravendite immobiliari e il mercato del credito.
Sul fronte monetario, la Banca centrale europea mantiene un’impostazione prudente, con il tasso sui depositi fermo al 2%.
Questa dinamica potrebbe tradursi già nella prima metà del 2026 in ritocchi al rialzo dei mutui, con un impatto significativo sui costi complessivi.
Attualmente, il tasso variabile resta leggermente più conveniente: le migliori offerte si collocano tra il 2 e il 2,30%, contro un fisso intorno al 2,75%. Il differenziale tra fisso e variabile è destinato a ridursi.
Non sono però attese impennate improvvise. In questo contesto, il tasso fisso continua a rappresentare una scelta di maggiore stabilità, seppur leggermente più costosa.
Un elemento di novità arriva dalla riforma sulle successioni e donazioni. L’articolo 44 della legge 182/2025 elimina l’azione di restituzione degli eredi legittimari nei confronti dei terzi acquirenti, circoscrivendo il contenzioso all’interno della famiglia.
Considerando che nei prossimi vent’anni sono attesi passaggi generazionali per circa 1.400 miliardi di euro di patrimonio immobiliare, la nuova norma potrebbe favorire sia le riorganizzazioni familiari sia nuove compravendite finanziate da mutuo.
In sintesi, il 2026 si prospetta come un anno di tassi in moderata crescita, ma anche di nuove opportunità normative. Un contesto che richiede attenzione e pianificazione, in cui la consulenza e la scelta consapevole del mutuo diventano determinanti.



