Nenè nel paese delle magarìe: Barbaglia racconta Camilleri

Nenè nel paese delle magarìe: Barbaglia racconta Camilleri

Alessandro BarbagliaNenè nel paese delle magarie

Le storie sono storie, e se ci credi sono vere. E se non ci credi, ma che le ascolti a fare?
«Nené, ma che ci deve essere di tanto grande dentro un’agenda? Dei disegnini?»
«Parole» le dico io.
Poco ci manca che lei si metta a ridere.
Io però mi faccio serissimo. Io lo so a cosa servono le parole.
Leggo, leggo, leggo. Grazie a nonna Elvira leggo da quando ho cinque anni ed è così che ho imparato a scrivere: leggendo. Mi piace, ma è anche una tana, un rifugio. Un posto solo per me.

Trovo Alessandro Barbaglia uno scrittore molto interessante, dotato di fantasia, ritmo, capace di scrivere per ragazzi ma anche per un pubblico adulto. Leggo sempre con piacere i suoi libri, mi perdo tra le righe di uno scrittore che mescola abilmente la realtà con straordinaria fantasia.

Nel suo ultimo lavoro “Nenè nel paese delle magarìe” lo scrittore narra la storia dell’infanzia di Andrea Camilleri e lo fa con grande dolcezza, tenerezza e immancabile ironia. Capita raramente di leggere un libro di uno scrittore che narra la vita di un altro scrittore e… leggerlo con la voce del protagonista! Barbaglia per certi versi sembra “trasfigurato”, capiterà al lettore di entrare talmente tanto dentro la storia che sembrerà di sentire la voce stessa di Camilleri narrare tratti della sua vivace infanzia. Camilleri ha iniziato a leggere prestissimo, nella sua casa c’erano molti libri, alcuni chiusi in una vecchia soffitta, inaccessibile ai bambini. Il piccolo Andrea Camilleri, una volta scoperto il tesoro domestico, diventa un “ladro di libri” ed è lì che inizia divorare i grandi classici a disposizione. Scopre parole nuove grazie alla lettura.

“Leggo da quando ho cinque anni ed è così che ho imparato a scrivere: leggendo. Mi piace, ma è anche una tana, un rifugio. Un posto solo per me“.

Il libro ci fa conoscere anche la Sicilia di Camilleri, fatta di profumi, di mare e soprattutto di persone come la dolcissima nonna Elvira, Rosalia – la figlia di un mezzadro – alla quale il piccolo Andrea regalava confidenze e segreti, Minico, lo zio magico. In un’agendina azzurra Camilleri scriveva le sue storie, muovendo i primi passi nella scrittura.

È un libro di magarìe, cioè di magie, perché solo chi sa vedere la vita con l’innocenza di un bambino sa cogliere la magia delle storie: “le storie sono storie, e se ci credi sono vere. E se non ci credi, ma che le ascolti a fare?“.

Mi sono perso e commosso tra le pagine di questo libro che è adatto ai bambini, ai ragazzi, ma anche agli adulti. A tratti mi è sembrato di sentire il profumo del mare, le voci e le tradizioni di una Sicilia di cento anni fa, entrando con delicatezza nell’infanzia di uno tra i più grandi scrittori italiani.

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