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Occhi di bambina: il romanzo intenso di Marco Vichi

Un romanzo intenso sull’infanzia e sugli affetti

“Occhi di bambina” è un romanzo di rara intensità e dolcezza. La protagonista è una bambina di soli 7 anni, Arianna, che trascorreva la sua infanzia in Toscana circondata dall’amore di due nonni premurosi e attenti ad offrirle una crescita serena, senza fargli mancare davvero nulla. Ad Arianna però mancava una cosa: la sua mamma. Dove era finita la sua mamma? Non la vedeva da tanto tempo, era una figura lontana, che sentiva sporadicamente solo al telefono.

Lo sguardo innocente di Arianna

Arianna vede il mondo con i suoi occhi di bambina e inizia a porsi delle grandi domande. La più difficile, che cambierà la sua vita, gliela porrà la nonna: “vuoi andare dalla mamma o vuoi stare qui?”.

Arianna decide così di iniziare la sua avventura che la porterà a seguire la misteriosa vita della madre, inizialmente in Francia. Non sa quale sarà il suo futuro e cosa le porterà l’avventurosa vita insieme alla mamma, costretta a nascondersi, fuggire, vivere con un atteggiamento guardingo e schivo.

Il mondo degli adulti visto da una bambina

Arianna si trova così ad assistere a litigi, sotterfugi, tensioni: inizia a guardare il mondo degli adulti con i suoi occhi di bambina, senza perdere l’innocenza, la poesia, lo stupore. Vive con sincerità, ma anche con un forte senso di provvisorietà, le sue amicizie, consapevole che da un momento all’altro qualcosa avrebbe potuto allontanarla.

Perché fuggire? E cosa ha fatto la mamma – si chiede spesso Arianna – per doversi nascondere e vivere con la paura nell’anima?

L’incontro con il maestro

Molto bella è la figura di un maestro che Arianna incontra a scuola, l’unico davvero capace di capire il labirinto emotivo in cui viveva: “Era come se fosse la gentilezza del maestro a commuovermi. Sentivo che mi voleva bene e mi uscivano le lacrime”.

L’affetto come base della crescita

Arianna si attacca alla mamma, non vuole lasciarla e vivere e costruire con lei un rapporto vero, nonostante le difficoltà.

“L’affetto che sentiamo quando si è piccoli e stiamo crescendo, ci regala una sorta di piattaforma solida sulla quale possiamo camminare per sempre senza sentirci perduti, una base indiscutibile che ci sostiene per tutta la vita. Chi non cresce circondato di affetto, non avrà mai più la possibilità di recuperare questa piattaforma invisibile e misteriosa, che si è formata in un periodo della vita in cui si è del tutto inconsapevoli di cosa l’affetto possa rappresentare e diventare. L’affetto, per l’anima, è un po’ come il calcio per le ossa”.

Una storia vera raccontata con delicatezza

La storia di Arianna è una storia vera e Marco Vichi ce la presenta conquistando il lettore fin dalle prime pagine; il linguaggio è diretto, arriva al cuore e la storia cattura l’attenzione. Soprattutto è lo sguardo sincero di una bambina che guarda il mondo e impara a codificarne le complessità.

È un libro che mette al centro gli occhi di una bambina, un richiamo alle cose vere della vita anche per noi adulti.

Chi è Andrea Gironda?

Andrea Gironda nato a Roma nel 1974, vive a Monterotondo. Dal 1999 è un  insegnante di scuola primaria e scrittore. Ha pubblicato nel 2017 il libro “Anche i pidocchi vanno in Paradiso” (TS Edizioni) con la prefazione di Susanna Tamaro, libro tradotto anche in francese e portoghese. Nel 2020 pubblica “Chiedetelo ai vostri bambini” (Ancora Edizioni) e nel 2024 “Genitori rilassati cercasi” (TS Edizioni).

Ha curato una rubrica per il sito BibbiaGiovane dedicato al mondo della scuola e dal 2005 cura il suo sito www.andreagironda.it “perché la vita merita di essere raccontata” offrendo spunti di riflessione su tematiche pedagogiche, di attualità e di vita, oltre a del materiale didattico.

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