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Ospedale Tivoli, 5 sanitari aggrediti: allarme sindacati

Ospedale Tivoli, 5 sanitari aggrediti: allarme sindacati

Aggressione nella notte all’ospedale di Tivoli

Le Organizzazioni sindacali della dirigenza medica e sanitaria hanno espresso “la più ferma condanna” per la grave aggressione avvenuta la scorsa notte presso l’ospedale di Tivoli.

Secondo quanto reso noto dagli stessi sindacati, un paziente ricoverato in terapia intensiva cardiologica dopo un intervento salvavita per infarto avrebbe staccato i macchinari vitali e assalito cinque persone tra medici, infermieri, operatori sanitari, addetto alla sicurezza e un altro degente.

I rappresentanti parlano di una “situazione fuori controllo” e chiedono un intervento urgente alle istituzioni.

I sindacati: “Fenomeno sistemico che denunciamo da anni”

In una nota congiunta, Aaroi-Emac Lazio, Anaao Assomed Lazio, Federazione Cimo Fesmed, Federazione Cisl Medici Lazio, Fvm Federazione Veterinari e Medici e Coordinamento regionale Uil-Fpl Medici, Veterinari, Dirigenti Sanitari sottolineano:

“Ancora una volta un reparto critico è stato teatro di violenza incontrollata, con feriti tra il personale e rischi estremi per la sicurezza di tutti i presenti”.

Le organizzazioni collegano l’episodio di Tivoli ad altri casi recenti, citando quanto accaduto al pronto soccorso dell’Ospedale Vannini di Roma e nel reparto di Psichiatria a Rieti.

Secondo i sindacati, questi eventi confermerebbero un fenomeno sistemico che persiste nonostante le ripetute richieste di intervento.

Richiesto un tavolo urgente con la Regione Lazio

Le Organizzazioni sindacali chiedono alla Regione Lazio l’apertura immediata di un tavolo di confronto, evidenziando una serie di temi prioritari.

Tra questi vengono indicati protocolli di sicurezza più stringenti, vigilanza dedicata e sistemi di allarme nei reparti ad alto rischio, oltre a percorsi specifici per pazienti con alterazioni comportamentali o psichiche.

Vengono inoltre richieste campagne di sensibilizzazione sul rispetto per gli operatori sanitari, un rafforzamento delle tutele penali e civili per le vittime di aggressioni e un monitoraggio pubblico del fenomeno con dati trasparenti.

Solidarietà alle vittime e appello per la sicurezza

Le organizzazioni concludono ribadendo che:

“Lavorare in Sanità non può significare esporre medici e operatori a pericoli quotidiani”.

Esprimono quindi solidarietà alle vittime e confermano l’impegno per la tutela di chi garantisce il Sistema Sanitario Nazionale.

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