PALOMBARA SABINA – Arte e identità territoriale con l’Architetto Valter Vari

Le “rotonde” sono tipicamente specifiche intersezioni stradali progettate per migliorare la circolazione del traffico. Possono essere presenti sia in aree urbane che extraurbane, e il loro scopo principale consiste nel facilitare il flusso del traffico e migliorare la sicurezza stradale. È divenuto di uso diffuso e via via sempre più ricercato realizzare rotonde con attenzione all’aspetto estetico, ornamentale e anche descrittivo della realtà economica, storica, culturale e geografica, utilizzando per questo elementi come aiuole o sculture che ne valorizzano anche l’estetica.

Naturalmente tutto questo avviene applicando criteri di sicurezza e salvaguardia. L’abbellimento e la decorazione delle rotonde stradali sono pratiche comuni per migliorare l’aspetto estetico delle aree urbane ed extraurbane, ad esempio la rotonda di Villa Verucchio sulla statale Marecchiese, in provincia di Rimini, con la collocazione di una macina a pietra in uso negli antichi frantoi, rappresenta un esempio di come l’arte pubblica e la valorizzazione del territorio possano essere integrate nella pianificazione urbana.

L’abbellimento delle rotonde non solo contribuisce all’estetica delle aree circostanti ma influenza positivamente l’animo e la percezione dei fruitori dell’area. Come afferma Emidio Di Carlo relativamente alla mostra “Sabini” di Valter Vari: Nel “nuovo” di Vari progredisce l’excursus di quegli artisti che, nell’immediato dopoguerra, da Parigi a Tokyo, da New York a Roma, diedero consistenza ad un prevalente linguaggio, grafico e formale.

Questo spirito internazionale, Valter Vari ha profuso nell’installazione che impreziosisce la Rotonda di Stazzano realizzata nell’intersezione tra le provinciali Maremmana inferiore Rieti e Ponte delle Tavole. L’installazione è generata attraverso il riuso di parti meccaniche, 20 dischi, di macchine per la spremitura dell’olio, dischi decorati con i colori primari, rosso e blu, che da sempre caratterizzano le opere artistiche dell’architetto Valter Vari.

I dischi sono disposti in verticale con un andamento sinuoso e armonico, coerente con il lento scorrere del tempo, proprio, di questa laboriosa parte delle Sabina. Nell’area dove l’opera è collocata, uno splendido ulivo rimarca e sottolinea la vocazione produttiva del territorio. Possiamo dire che l’opera di Valter Vari si presenta come una fusione riuscita tra il linguaggio artistico globale e la specificità locale.

Attraverso il riuso creativo di parti meccaniche, la scelta di colori distintivi e la presenza di simboli locali come l’ulivo, Vari offre una riflessione profonda sulla storia, sulla produzione e sull’identità del territorio. La sua installazione diventa così una testimonianza tangibile dell’arte come mezzo di connessione e di interpretazione della realtà che ci circonda.

Caterina Nobiloni così ha scritto di Valter Vari: Secondo Kandinsky “la profondità la troviamo nel blu”, si tratta di quel tipo di profondità che attiene all’Anima, che ci riporta a noi stessi e a ciò di cui realmente siamo fatti nel nostro intimo. È lo stesso percorso a -rebus- che Valter Vari traccia durante le sue ricerche di oggetti dismessi e abbandonati, in una parola: passati.

Di questi disparati ed eterogenei ritrovamenti egli mette in atto, più che un recupero nostalgico, una riscrittura artistica, dettata dalla necessità di lavorare su “tracce del passato”. La chiave di lettura fornita da Caterina Nobiloni risulta illuminante nell’analisi dell’installazione dell’architetto Valter Vari realizzata nel comune di Palombara Sabina.

Questo approccio, basato sulla profondità evocativa del blu e sulla riscrittura artistica di oggetti del passato, trova riscontro nella complessità concettuale e nell’estetica dell’opera, a cui l’artista somma il rosso acceso, a testimonianza della passione che l’uomo, da millenni, dedica alla coltivazione dell’olivo ed alla produzione dell’olio. L’installazione di Palombara Sabina va concepita come una sorta di architettura del ricordo, dove la materialità degli oggetti abbandonati diventa il punto di partenza per una nuova espressione artistica.

Le tracce del passato, rilette attraverso la lente creativa di Valter Vari, si integrano nell’opera per tessere una narrazione visiva che connette il presente e il passato del luogo.

PALOMBARA SABINA – Arte e identità territoriale con l’Architetto Valter Vari
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