Riconoscimento IGP: riparte l’iter per la Patata di Leonessa
La Patata di Leonessa IGP torna al centro delle strategie agricole della Regione Lazio. Il percorso per il riconoscimento a indicazione geografica protetta, avviato nel 2016 con la costituzione dell’associazione dei produttori, riparte ufficialmente grazie all’iniziativa della Regione e al supporto tecnico di Arsial. L’obiettivo è completare il dossier da presentare al Masaf e alle istituzioni europee, in modo da tutelare uno dei prodotti più identitari dell’area reatina.
Una roadmap condivisa con i produttori
Il rilancio dell’iter arriva dopo un periodo di rallentamento dovuto a criticità tecniche e documentali. È stata definita una nuova roadmap, strutturata per rispondere alle richieste della certificazione europea e basata su una revisione metodologica del materiale raccolto finora. Il lavoro coinvolge direttamente i produttori, con particolare attenzione agli elementi che legano il prodotto al suo territorio d’origine.
Analisi, tracciabilità e storia del prodotto
Le attività tecniche includono l’integrazione delle analisi qualitative e degli approfondimenti sui suoli della piana leonessana, indispensabili per dimostrare la connessione tra la patata e il suo ambiente di produzione. Sarà inoltre rafforzata la documentazione storica legata all’uso del nome “Patata di Leonessa”, attraverso materiali promozionali, fatture e documenti ufficiali coerenti con la denominazione da tutelare. È previsto anche l’aggiornamento dei dati socio-economici delle aziende coinvolte, per definire con precisione la base produttiva del territorio.
Un’opportunità per la valorizzazione agricola locale
Il riconoscimento IGP rappresenta un’opportunità non solo per i produttori, ma per l’intero sistema agricolo della zona. La certificazione permetterebbe di rafforzare la tutela commerciale della Patata di Leonessa, accrescere la competitività del prodotto e promuoverlo come simbolo della qualità agricola del Lazio. Il percorso riavviato dalla Regione e da Arsial punta dunque a valorizzare un’economia radicata nel territorio, legata a saperi agricoli tradizionali e a un prodotto identitario della piana reatina.
