I dati Arpa Lazio sul quinquennio 2021-2025
La qualità dell’aria nel Lazio mostra un miglioramento complessivo e strutturale. È quanto emerge dal report “Dati e trend sulla qualità dell’aria nel Lazio” diffuso da Arpa Lazio, che analizza l’andamento degli inquinanti nel periodo 2021-2025.
Nel 2025, per la prima volta in un intero anno, a Roma non sono stati registrati sforamenti dei livelli di NO2, l’inquinante più strettamente legato al traffico veicolare. Anche le PM10 continuano a rimanere stabilmente al di sotto dei limiti normativi, facendo segnare ulteriori riduzioni.
Roma, nessun superamento nelle centraline
Nel dettaglio, nell’agglomerato di Roma, per nessuna delle 13 centraline di monitoraggio e per nessuno degli inquinanti previsti dal decreto legislativo 155/2010 si sono registrati superamenti dei limiti di legge nel corso del 2025.
Per l’NO2, nessuna stazione ha oltrepassato la concentrazione media annua di 40 µg/m³. Alcuni valori prossimi al limite sono stati rilevati a Fermi, Corso Francia e Tiburtina, ma in netto miglioramento rispetto al 2024. Nessuna centralina ha superato il limite orario di 200 µg/m³.
Per quanto riguarda il PM10, le stazioni storicamente più critiche mostrano un calo significativo dei giorni di superamento: Francia passa da 15 a 5 giorni, Tiburtina da 27 a 12, Magna Grecia da 17 a 4, Cinecittà da 16 a 5. Anche Preneste, pur con una flessione più contenuta, resta ampiamente sotto il limite dei 35 giorni annui.
Positivi anche i dati sulle PM2.5, con valori medi annui largamente inferiori al limite di 25 mg/m³.
Le dichiarazioni della Regione Lazio
“Questi dati certificano un lavoro costante che, come assessorato, abbiamo portato avanti in stretta sinergia con Arpa Lazio partendo sempre dal presupposto fondamentale: decidere sulla base di dati reali e non su valutazioni teoriche”, spiega Elena Palazzo, assessore regionale all’Ambiente.
“Gli investimenti sulla mobilità sostenibile, le politiche di riduzione delle emissioni e le misure per l’efficientamento energetico stanno producendo benefici concreti sulla salute dei cittadini e sulla qualità dell’ambiente, in particolare nelle grandi aree urbane come Roma”, aggiunge l’assessore.
Il quadro nelle province e le criticità residue
Anche nel resto della regione il quadro appare incoraggiante. Le province di Rieti, Viterbo e Latina registrano livelli di PM10 e NO2 generalmente contenuti e stabili nel tempo. In provincia di Roma si osserva un trend di miglioramento diffuso, con un netto progresso nell’area di Colleferro Europa.
Permangono tuttavia criticità localizzate in provincia di Frosinone, in particolare per il PM10, con superamenti significativi a Ceccano, Cassino e Frosinone Scalo, che comunque mostra una tendenza al miglioramento.
Aria, territorio e memoria storica
Il miglioramento della qualità dell’aria interessa anche i territori della Sabina, attraversati da grandi direttrici storiche. Proprio lungo questi percorsi, che portarono Giuseppe Garibaldi a Mentana, oggi si misura l’efficacia delle politiche ambientali moderne, in un equilibrio tra tutela della salute, mobilità e valorizzazione del territorio.
Le prospettive future
“L’analisi pluriennale restituisce un quadro complessivamente positivo, soprattutto per Roma, dove si osserva una riduzione dei superamenti dei limiti e una stabilizzazione delle concentrazioni anche nelle stazioni più critiche”, sottolinea Tommaso Aureli, direttore generale di Arpa Lazio.
Il percorso di miglioramento assume particolare rilievo in vista della nuova direttiva europea sulla qualità dell’aria, che dal 2030 introdurrà limiti più stringenti. La Regione Lazio, in collaborazione con Arpa, ha già avviato il lavoro per il nuovo Piano di risanamento della qualità dell’aria, con l’obiettivo di consolidare i risultati raggiunti e affrontare con maggiore solidità le sfide future.
