Un viaggio nato dai territori

C’è un filo che lega le storie raccontate ogni giorno dai giornali locali, i piccoli comuni che lottano contro lo spopolamento e le famiglie che cercano di costruire il proprio futuro.
Da quel filo nasce “Viaggio nell’Italia che scompare. Alla ricerca di una nuova narrazione culturale”, il nuovo libro del giornalista Ramiro Baldacci, direttore de IlTerritorio.net, disponibile dal 5 giugno in libreria e in tutti i canali di vendita online per Edizioni Lavoro.
L’Italia lontana dai riflettori
Più che un saggio, il volume è un reportage narrativo che attraversa il Paese da Nord a Sud alla ricerca delle storie che raramente trovano spazio nel dibattito pubblico nazionale.
Ci sono i piccoli comuni che perdono abitanti, le scuole che chiudono, i giovani che partono e le famiglie che rinviano il progetto di avere figli. Ma ci sono anche territori che reagiscono, amministrazioni che sperimentano nuove soluzioni e comunità che provano a reinventarsi.
Dieci tappe per raccontare il futuro
Da Drenchia, il comune più anziano d’Italia, a Milano, passando per Calvizzano, Enna, Villetta Barrea, Lecce e Piacenza, ogni capitolo racconta una storia diversa ma parte dalla stessa domanda: quale futuro attende i nostri territori?
Attraverso dati, testimonianze e incontri, Baldacci costruisce una narrazione che intreccia giornalismo, osservazione sociale e racconto civile.
Un libro che nasce dall’ascolto
«La crisi demografica non è soltanto una questione di numeri», spiega l’autore. «Riguarda il lavoro, la casa, i servizi, il tempo e la fiducia nel futuro».
È una riflessione che nasce dall’ascolto dei territori e delle persone, gli stessi protagonisti che da anni trovano spazio nelle pagine de IlTerritorio.net.
Per chi non si rassegna
Con la prefazione di Gigi De Palo, “Viaggio nell’Italia che scompare” è un invito a guardare oltre le statistiche e a interrogarsi sul futuro delle comunità locali.
Disponibile dal 5 giugno in libreria e in tutti i canali di vendita online, il volume parla di natalità, giovani e spopolamento, ma soprattutto di speranza, responsabilità e possibilità di cambiamento.