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Rifiuti speciali scaricati e bruciati in Puglia: coinvolte due società di Guidonia Montecelio

C’è anche il territorio di Guidonia Montecelio nell’inchiesta della Direzione Distrettuale Antimafia di Bari che ha portato all’operazione “Erebus”, condotta dai carabinieri del NOE di Bari con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo. L’indagine ha fatto emergere una presunta filiera criminale dedita allo smaltimento illecito di rifiuti speciali tra Campania, Lazio e Puglia.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, migliaia di tonnellate di rifiuti industriali, scarti tessili e materiale indifferenziato sarebbero stati abbandonati in aree rurali del Tavoliere delle Puglie e dell’Alta Murgia, spesso incendiati per eliminare le prove.

Tra le aziende coinvolte figurano anche due società con sede nella zona di Castell’Arcione, a Guidonia Montecelio: la San Eco Recuperi Srl e la Green Eco Srl. Per entrambe è stato disposto il divieto di esercizio dell’attività imprenditoriale per un anno.

Le indagini, durate circa due anni, sono state supportate da intercettazioni, pedinamenti e sistemi di tracciamento elettronico. Gli investigatori avrebbero documentato numerosi trasporti di rifiuti dalla provincia di Roma verso la Puglia tra il 2022 e il 2023.

Secondo gli inquirenti, il sistema si basava sull’utilizzo di codici EER falsificati e documentazione alterata per aggirare i controlli e ridurre i costi di smaltimento. Il profitto illecito stimato ammonterebbe a circa 2,5 milioni di euro.

L’operazione ha portato all’esecuzione di 19 misure cautelari, al sequestro di 10 società, 60 automezzi e diversi beni riconducibili agli indagati.

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