Roma laboratorio diffuso della ricerca artistica
Dal 16 al 21 febbraio 2026 Roma non sarà soltanto lo scenario del patrimonio storico-artistico più conosciuto al mondo, ma diventerà un laboratorio diffuso di ricerca artistica, aperto al pubblico e alla comunità scientifica. La città ospiterà EAR – Enacting Artistic Research, progetto di respiro internazionale che ridefinisce il modo di intendere, praticare e raccontare la ricerca nelle arti, trasformandola in processo visibile e condiviso.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Accademia di Belle Arti di Roma, le Accademie di Belle Arti di Firenze e Brera, i Conservatorio di Santa Cecilia e dell’Aquila “Alfredo Casella”, la Università Politecnica delle Marche, l’INFN e Università Roma Tre, dando vita a un ecosistema temporaneo che attraversa luoghi, linguaggi e discipline.
Un ecosistema urbano tra arte, scienza e tecnologia
EAR non è un singolo evento, ma una geografia urbana della ricerca. Convegni, mostre, installazioni, esperienze digitali e momenti di confronto costruiscono un racconto stratificato che mette in dialogo arte, scienza, tecnologia, patrimonio e formazione avanzata, restituendo la ricerca artistica come pratica viva e in continua evoluzione.
Dalla rilettura dei processi creativi nascosti nelle opere storiche alle sperimentazioni immersive che interrogano l’intelligenza artificiale, dal confronto internazionale sui modelli di ricerca artistica ai dispositivi espositivi che rendono accessibili materiali, tecniche e stratificazioni dell’opera, Roma diventa per sei giorni il luogo in cui la ricerca prende forma nello spazio e nel tempo.
Il percorso si sviluppa tra l’Accademia di Belle Arti di Roma, l’Auditorium dell’Ara Pacis, il Conservatorio di Santa Cecilia e altri spazi culturali cittadini, componendo una vera costellazione di luoghi della ricerca.
Ara Pacis cuore istituzionale del progetto EAR
Cuore pubblico e istituzionale della restituzione di EAR sarà l’Auditorium dell’Ara Pacis nelle giornate del 18 e 19 febbraio 2026, dedicate alla presentazione ufficiale del progetto. In programma keynote e tavole rotonde che metteranno a confronto artisti, studiosi e ricercatori provenienti da università, accademie e centri di ricerca italiani ed europei, offrendo una lettura ampia e interdisciplinare della ricerca artistica contemporanea.
Mostre immersive e installazioni aperte al pubblico
Accanto al confronto teorico, la settimana EAR propone un articolato programma di mostre e installazioni aperte al pubblico. Negli spazi dell’Accademia di Belle Arti di Roma prende forma la mostra immersiva “Purché tiri al favoloso. Giovan Battista Marino tra mito, metamorfosi e meraviglia”, dedicata a Giambattista Marino e al Barocco, che amplia il racconto di EAR attraverso la sperimentazione allestitiva e l’uso di tecnologie avanzate come strumenti di approfondimento culturale.
A quattrocento anni di distanza emerge così l’attualità di Giovan Battista Marino, la cui poetica, fondata sul coinvolgimento sensoriale e sugli effetti sinestetici, viene riletta anche in relazione alle pratiche contemporanee di intelligenza artificiale generativa. Grazie a un’applicazione in realtà virtuale, il pubblico potrà entrare e vivere in prima persona il “camerino” privato del poeta.
Sempre all’Accademia è visitabile anche l’installazione “One, Too Many – Am I scared by AI coagency?”, che esplora il rapporto tra intelligenza artificiale e intelligenza collettiva attraverso un’esperienza immersiva e partecipativa, proponendo un uso inedito dell’IA come stimolo al pensiero divergente.
Dalla diagnostica al patrimonio performativo
Il programma si estende ai Musei Capitolini con “Il non finito: fra poetica e tecnica esecutiva”, progetto che, grazie alla diagnostica EAR, indaga il processo creativo attraverso disegni, ripensamenti e opere in divenire. Negli spazi dell’Accademia sono inoltre visitabili dispositivi espositivi dedicati alla genesi dell’opera d’arte, tra cui Tiziano tangibile. La Pala Gozzi e Processi creativi e AI. Michelangelo e Sebastiano del Piombo, che utilizzano imaging avanzato e modelli generativi per visualizzare le fasi immaginative della creazione.
La dimensione performativa e sonora trova spazio al Conservatorio di Santa Cecilia il 19 febbraio 2026 con “Mirroring EAR – RAE – Revelations Acoustic Electroacustic”, concerto concepito come parte integrante della restituzione del progetto.
Ricerca artistica, gaming e spazi digitali
All’interno del palinsesto EAR trova spazio anche Hohenstaufen – The Game, progetto di gaming che interpreta il patrimonio di Castel del Monte e dimostra come il linguaggio videoludico possa diventare strumento di ricerca artistica, narrazione storica e coinvolgimento delle nuove generazioni.
Accanto agli spazi fisici, la settimana EAR attiva anche luoghi digitali della ricerca, come il PhD Hub, piattaforma internazionale dedicata ai dottorati artistici e musicali in Europa, presentata pubblicamente all’Ara Pacis e consultabile online.
Ad aprire idealmente la settimana sarà il Convegno Internazionale “La genesi dell’opera d’arte attraverso processi innovativi e sperimentali”, in programma il 16 e 17 febbraio 2026 all’Accademia di Belle Arti di Roma, con la partecipazione di studiosi provenienti da istituzioni culturali e museali internazionali, tra cui il Metropolitan Museum of Art, il Museo del Louvre, l’Opificio delle Pietre Dure e l’Istituto Centrale per il Restauro.
